Lodi dopo il Covid-19, città consegnata nelle mani di Maria

Monsignor Maurizio Malvestiti ha guidato ieri sera la recita del Rosario ai piedi della statua ricordando i cinque anni dell’Enciclica ‘Laudato Sì’

Non la tradizionale processione che da quasi un secolo raduna centinaia di persone, ma un momento di intensa preghiera ai piedi della statua di Maria Ausiliatrice, per rinnovare l’affidamento dell’intera città e della diocesi alla madre di Cristo.

Ieri sera, la festa dell’Ausiliatrice è culminata nella recita del Rosario, guidata dal vescovo Maurizio, con la partecipazione dei sacerdoti delle parrocchie cittadine, del Seminario, delle religiose, dell’Unitalsi, e di una rappresentanza della comunità dell Ausiliatrice. Una serata, quindi, dalla forte connotazione ecclesiale, nella prima domenica in cui ai fedeli è permesso ritrovarsi per le funzioni liturgiche: “Stasera le parrocchie sono insieme e la comunione si dilata alla diocesi e alla chiesa universale» ha affermato il vescovo Maurizio, ricordando il cammino di preghiera a Maria condiviso in questi mesi: «Dall’Ascensione alla Pentecoste, con Maria l’insieme ecclesiale si rinvigorisce per animare quello sociale, nello Spirito che viene dall alto, dove la nostra umanità è collocata accanto a Cristo: solo insieme si regge alle tempeste più furiose, tessendo comprensione e concordia, affidandoci insieme alla misericordia di Dio». «Con Maria – ha proseguito il vescovo – eleviamo il Te Deum della auspicata libertà da un male che sembrava prevalere: lo condividiamo con i malati, i guariti, e quanti si sono prodigati al loro fianco con scienza, dedizione e preghiera.

Confluisce in questa sera la sconvolgente esperienza che strappandoci i nostri cari ha tentato di renderci orfani, solo apparentemente, perché la fede ci assicura che i nostri cari sono con Dio e sono uniti a noi: li ricordiamo ad uno ad uno». Ma in conclusione, il vescovo non ha mancato di ricordare i cinque anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato Si , di papa Francesco, con l’appello alla custodia della creazione che ritorna, in questi mesi, in tutto il suo vigore: «L’esperienza pandemica impone l’abbandono di ogni sfruttamento, per non infrangere
l’equilibrio naturale indispensabile alla comune sopravvivenza. Essenzialità e sobrietà nel nostro stile di vita ci salvano e stemperano le problematiche del cuore, angosce e preoccupazioni, e incrementano la carità per superare le ingiustizie e vincere ogni povertà. È l’impegno dei cristiani e diviene il nostro monito umile ma deciso a una convivenza solidale in ogni contesto, privato e pubblico, proprio mente le conseguenze dell epidemia sconvolgono lavoro, scuola, assistenza e altri rilevanti ambiti sociali, e la stessa pastorale cristiana». «Ma proprio su queste problematiche – ha concluso – lo sguardo dell Ausiliatrice ci rincuora dicendoci che nessuno sarà orfano se a guidarci saranno coscienza, responsabilità, solidarietà pubbliche e private». Erano presenti il vicario generale, l’arciprete del Capitolo, il rettore del seminario e il vicario della città. Il parroco don Vincenzo Giavazzi ha coordinato l’incontro, ringraziando al termine il vescovo e tutti i partecipanti.

(di Federico Gaudenzi – il Cittadino di Lodi)