Unitalsi di Crotone: le Reliquie di Santa Bernadette, il Vescovo: «Nessuno soffra da solo»

Nella chiesa del SS Salvatore accoglienza delle reliquie con la messa dell’arcivescovo Alberto Torriani. Da domani altri momenti di preghiera.

La Chiesa del Santissimo Salvatore nel quartiere Fondo Gesù, a Crotone, ha accolto le reliquie di Santa Bernadette, aprendo giorni di preghiera per la Diocesi. Un momento che ha riunito fedeli, volontari e membri dell’Unitalsi nella celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Crotone-Santa Severina Mons Alberto Torriani.

Nel corso dell’omelia l’Arcivescovo ha invitato i fedeli a riflettere sul senso della fede nella vita quotidiana. “Osserverete dunque le leggi e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli”, ha ricordato citando il Deuteronomio, letto nella prima lettura, spiegando che Mosè non consegna semplicemente un insieme di norme religiose ma indica una vita da rendere visibile. “La legge del Signore diventa credibile quando prende carne nell’esistenza concreta di un popolo. Non quando viene proclamata, ma quando viene vissuta», ha spiegato Torriani, sottolineando che la fede non convince con dimostrazioni ma con la testimonianza. «Il testo dice qualcosa di molto bello: i popoli vedranno. La fede non convince per dimostrazione, ma per testimonianza. Non per forza, ma per attrazione».

Il presule ha invitato a guardare alla figura di Santa Bernadette, accolta simbolicamente nella comunità crotonese attraverso le sue reliquie. «Una ragazza povera, fragile, quasi invisibile agli occhi del mondo. Non una sapiente, non una potente, non una protagonista della storia. Eppure proprio attraverso la sua piccolezza Dio ha reso visibile qualcosa che i popoli continuano ancora oggi a vedere». Il riferimento a Lourdes è stato al centro della riflessione. «A Lourdes non è accaduto soltanto un evento straordinario del passato. A Lourdes continua ad accadere un miracolo quotidiano: uomini e donne che imparano a guardarsi con compassione», ha affermato l’arcivescovo, ricordando che la santità della giovane di Lourdes nasce da una fedeltà semplice e quotidiana. «Bernadette non ha cercato di diventare grande; è rimasta fedele a ciò che le era affidato. La sua santità non nasce da gesti clamorosi, ma da una fedeltà semplice, quotidiana, quasi nascosta. È il paradosso evangelico: ciò che è piccolo agli occhi del mondo diventa grande davanti a Dio».

Torriani ha poi richiamato l’esperienza dei pellegrinaggi dell’Unitalsi, ricordando che molti partono con una richiesta di guarigione ma scoprono qualcosa di ancora più profondo. «Chi parte per Lourdes spesso porta nel cuore una domanda di guarigione. Ma chi torna racconta quasi sempre un altro miracolo: il miracolo della compassione, della vicinanza, della fraternità». La riflessione si è soffermata anche sul significato della sofferenza condivisa. «Perché la malattia più grande, la sofferenza più dura, è la sofferenza solitaria. Il dolore isolato. Il sentirsi dimenticati. Il pensare di non essere più necessari a nessuno». Quando qualcuno si ferma accanto a chi soffre, ha spiegato l’arcivescovo, lì la legge di Dio diventa visibile. «Non una regola esterna, ma una presenza che si fa prossimità. Questa è la Legge del Signore giunta al suo compimento: l’amore di Cristo».

Il messaggio centrale dell’omelia è stato quello della santità vissuta nella quotidianità. «La santità non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel vivere straordinariamente ciò che è ordinario», ha ricordato Torriani, invitando i fedeli a custodire nel cuore ciò che Dio compie nella propria vita. «Custodire la fede significa diventare segno che nessuno soffre da solo. Custodire la fede significa far sperimentare che Dio non abbandona, ma cammina accanto».

Infine l’arcivescovo ha indicato nella figura di Santa Bernadette una lezione ancora attuale per la Chiesa. «Dio sceglie ciò che è semplice per mostrare ciò che è grande». E accogliendo le reliquie della giovane santa, la comunità è stata invitata a chiedere una sola grazia: «che anche la nostra Chiesa diventi ciò che i popoli possano vedere, una comunità in cui la legge di Dio si riconosce perché diventa amore vissuto, cura concreta, compagnia nella fragilità». «Perché il vero miracolo, quello che sempre accade, è quando qualcuno scopre di non essere più solo».

Gli appuntamenti proseguiranno nei prossimi giorni nella Chiesa del Santissimo Salvatore.

Domani, 12 marzo, alle ore 10:00 visita e momento di preghiera dedicato a Nostra Signora di Lourdes e Santa Bernadette, alle 12:00 l’Angelus, alle 16:30 il Rosario e alle 17:00 la Santa Messa presieduta da don Antonio Rodio.

Il 13 marzo alle 10:00 nuova visita e preghiera, alle 12:00 Angelus, alle 16:30 Rosario e alle 17:00 la Santa Messa presieduta da don Massimo Riganello.

Sabato 14 marzo, alle ore 10:00, ultimo saluto alle reliquie con momento di preghiera, alle 12:00 la Santa Messa e la preghiera di congedo prima della partenza prevista alle 13:30 verso la diocesi di Congliano-Rossano.

crotoneok.it


Pubblicato il 12 Marzo 2026