“Ciò che conta non è ciò che facciamo, ma l’amore con cui lo facciamo». È nel segno di questa frase di Santa Teresa di Calcutta che la Sottosezione dell’Unitalsi di Caserta si appresta a celebrare mezzo secolo di vita. Un traguardo importante per l’associazione che si occupa dell’accompagnamento delle persone ammalate e con disabilità al Santuario della Madonna Lourdes e che testimonia quotidianamente la propria vicinanza ai più deboli. I festeggiamenti ufficiali si terranno il prossimo 29 ottobre alle 18, con una solenne celebrazione, nella cattedrale di Caserta.
All’evento interverranno il vescovo Pietro Lagnese, il dottor Sandro de Franciscis, e Antonietta Raco, protagonista dell’ultima guarigione miracolosa riconosciuta a Lourdes. Alla celebrazione stica prenderà parte l’attuale assistente spirituale, don Enzo Carnevale, alla presenza del presidente nazionale Unitalsi Rocco Palese, di Maria Rosaria Bevilacqua Catemario de Quadri e di Paolo Colombo, garante dei diritti dei disabili. Cinquant’anni di vicinanza, servizio e amicizia: è questa la sintesi dell’impegno dei tanti volontari. “In questi decenni l’associazione ha accompagnato ai piedi della Grotta di Massabielle migliaia di ammalati e disabili, traducendo l’esperienza in un percorso umano e spirituale unico che ha segnato generazioni di giovani e meno giovani» come si sentono di dire gli affiliati alla Sottosezione. Un radicamento profondo nel tessuto sociale casertano che guarda al futuro con rinnovato slancio, forte anche per via della visita del mese scorso al Santuario di Papa Leone XIV. Il presidente della sottosezione di Caserta, Carlo Lanza, sottolinea: «La testimonianza evangelica della nostra opera nasce dall’intima fusione spirituale di chi soffre con chi lo assiste, basata sul comandamento d’amore di Gesù: “Quello che avrete fatto al più piccolo dei vostri fratelli, lo avrete fatto a Me”. A fargli eco è Renato Iaselli, attuale componente dell’assemblea nazionale: «Un fiume di umanità in 50 anni ha attraversato la storia della Sottosezione, quasi metafora di un popolo in cammino nel pellegrinaggio della vita».
La storia e i volti del volontariato, come ricostruisce Edoardo Filippone, ha visto, tra i suoi promotori ed esponenti, la famiglia Catemario de Quadri, con la duchessa Agnese e di seguito la nuora Maria Rosaria, insieme alla gestione dei coniugi Simone e Lucia Mungo. Alla guida dell’associazione si sono, poi, succeduti Sandro De Franciscis, dal 1985 al 2001, la compianta Carmela Ievoli fino al 2011, Renato Iaselli fino al 2021 e, infine, l’attuale presidente Carlo Lanza.
Un ruolo centrale è sempre stato svolto dal personale medico e Nicola Mirra, medico sociale della sottosezione, votato alla causa dei pellegrini casertani, spiega chi si spinge ad affrontare le oltre 24 ore di viaggio verso Lourdes: «Sono ammalati acuti o cronici, anche con gravi disabilità, desiderosi di recarsi a Lourdes per fede. Ricordo con affetto il compianto Ciro, con cui avevo stretto un rapporto di vera amicizia, e Luisa, di una grande forza nella fede». Da sottolineare, infine, l affermazione «Eccomi!» epigrafe degli uomini e donne dell’Unitalsi.
Il Mattino – Caserta da Enzo De Rosa
Pubblicato il 20 Ottobre 2026

