Fra i volontari più giovani, ecco il racconto di Samuele Forlani, di Sesto Calende, che ha vissuto il suo primo pellegrinaggio. «Sin da piccolo», spiega, «sono stato attratto dalle attività dell’Unitalsi. Vedere questi fratelli e sorelle che si dedicano ai più fragili, ai più deboli e ai più malati ha alimentato in me la voglia di potermi mettere al loro servizio.
Quando ho appreso della nomina di assistente spirituale della Sottosezione di Varese di don Giorgio Longo, che è stato coadiutore nella mia parrocchia, si è accesa in me la voglia di partire per Lourdes come barelliere. Purtroppo ho avuto un incidente che mi ha costretto a letto per qualche mese e, pregando, dicevo alla Madonna: se mi fai guarire bene verrò da te per ringraziarti e accompagnare i malati. Così è stato». Samuele ha alloggiato al Salus, la casa dell’Unitalsi, un albergo molto grande, adatto ai malati e alle loro esigenze. «Mi è stato affidato il servizio in refettorio per apparecchiare, sparecchiare, sistemare i piatti e aiutare qualche ammalato a mangiare da solo. Ho vissuto giornate molto frenetiche con un sacco di funzioni in più perché, essendo il primo anno, avevo anche il percorso dei primini: il personale al primo viaggio». Durante il soggiorno a Lourdes non pochi momenti sono rimasti nel cuore del giovane sestese. «Il primo», ricorda, «è stato il passaggio alla Grotta e il rito dell’acqua. Passare sotto quella grotta in silenzio e vedere la sorgente è stato veramente emozionante. Il gesto dell’acqua, sostituito ai bagni dopo il Covid, consiste nel lavarsi il viso e bere un sorso d’acqua delle piscine: ti senti pulito e lavato dai peccati». Indimenticabile anche la messa nella Basilica Pio X: «Dopo il Vangelo ci hanno chiamato per nome ed abbiamo dovuto dire “eccomi”. Ci sono state consegnate una sciarpa, una spilla, una candela accesa segno della fiamma viva e la preghiera delle sorelle e dei barellieri che abbiamo recitato insieme», prosegue Samuele Forlani.
Quindi, la visita ai luoghi nativi di Bernadette e alla prigione in cui lei e la famiglia furono mandati dopo che il padre era stato allontanato dal mulino per grossi debiti. L ultima tappa e stata all ospizio nel quale Bernadette lavoro come infermiera. Ma a rendere indimenticabile la prima esperienza di Samuele Forlani con l’Unitalsi a Lourdes sono stati gli ammalati: «Con i loro sorrisi e le loro carezze che con dimenticherò tanto facilmente». E’ stato solo l’inizio di un lungo percorso: «L’ultimo giorno a Lourdes sono stato alla Grotta e ho detto alla Madonna: io ho dato tutto me stesso, se tu vuoi ci sarò anche l’anno prossimo».
di Norberto Furlani, la Prealpina
Pubblicato il 12 Gennaio 2026

