Romana Laziale a Lourdes con l’amore verso l’associazione

Pellegrini a Lourdes 

Provenienti dalle diocesi di Albano Laziale, Viterbo, Sora-Cassino Aquino-Pontecorvo (i gruppi più numerosi), Anagni-Alatri, Tivoli e Palestrina, Frosinone-Veroli-Ferentino, Latina- Terracina-Sezze-Priverno centinaia di fedeli hanno partecipato dal 22 al 25 ottobre scorsi al pellegrinaggio a Lourdes organizzato dalla sezione romana-laziale dell’Unitalsi.

La città francese è stata raggiunta a bordo di ben due aerei della Albastar, la compagnia spagnola che ha stretto un accordo con l’Unitalsi anche per il trasporto delle carrozzine dei diversamente abili e dei malati, vista l’impossibilità al momento di riprendere i tradizionali viaggi con i treni. Ma anche dal punto di vista logistico tutto ha funzionato a meraviglia, grazie all’organizzazione di Preziosa Terrinoni, presidente della sezione romana-laziale, di don Gianni Toni, assistente regionale dell’Unitalsi e dei vari presidenti di alcune delle sottosezioni partecipanti.

La parte più prettamente spirituale del pellegrinaggio è stata curata con la solita attenzione da don Gianni Toni, parroco a Latina e profondo conoscitore della storia e dell’esperienza di Lourdes. Ecco dunque i momenti di preghiera con i Rosari recitati nella grotta dove la Madonna apparve alla piccola Bernardette, l’adorazione eucaristica, la Via Crucis sulla collina sovrastante il Rosario, profondamente meditata con una serie di belle riflessioni, la processione con i flambeaux, la visita sui luoghi di Bernardette (anche in questo caso don Toni ha accompagnato i fedeli illustrando loro ogni passaggio con perizia e dovizia di particolari) e ovviamente le Messe, concelebrate con alcuni sacerdoti presenti al pellegrinaggio e provenienti dalle varie diocesi del Lazio, con quella dell’ultima sera prima della partenza presieduta da padre Nicola Ventriglia, responsabile dei cappellani italiani a Lourdes.

Ma durante questi intensi quattro giorni c’è stato spazio anche per lo svago e l’allegria, con una serata di festa per i malati, e molto apprezzati anche i momenti conviviali del pranzo e della cena, che hanno consentito di cementare amicizie e di allacciarne di nuove. Su tutto e su tutti, l’amore, la disponibilità (e la pazienza!) di tanti volontari Unitalsi, giovani e meno giovani, che impiegano tempo libero e denaro – va ricordato che si pagano il pellegrinaggio proprio per questo servizio: sono loro la faccia bella e pulita di un associazionismo di ispirazione cristiana che non può e non deve essere macchiato da alcune ultime vicende di cronaca.

di Igor Traboni – Avvenire