“Oltre le barriere”. Il 6 e 7 luglio i detenuti del carcere di Pescara in pellegrinaggio a Loreto con le persone disabili

Si tratta di “Oltre le barriere”, il progetto che il 6 e 7 luglio 2019 porterà nove ragazzi, detenuti nella Casa Circondariale di Pescara, in pellegrinaggio al Santuario di Loreto. L’iniziativa è promossa dalla Sottosezione di Pescara dell’Unitalsi nell’ambito del pellegrinaggio regionale. I detenuti saranno affiancati da due esterni e svolgeranno attività di servizio al fianco degli altri volontari dell’associazione.

Sono ormai quattro anni che la Sottosezione dell’UNITALSI di Pescara ha avviato la collaborazione con il carcere, prima portando “pellegrina” la Madonna di Lourdes e l’anno successivo la Madonna di Fatima. Dal 2017 è stato realizzato quello che era un forte desiderio: coinvolgere i detenuti al servizio all’altro. Ciò è stato possibile attraverso l’amicizia con Suor Livia Ciaramella, responsabile dei percorsi rieducativi all’interno dell’istituto di pena.

I nove ragazzi, individuati in base al loro percorso e alla loro storia giudiziaria, hanno risposto con entusiasmo. Il mese scorso, i giovani sono stati coinvolti in tre momenti d’incontro e formazione: il primo con il focus sull’associazione e Lourdes, il 10 giugno; il secondo su Loreto, il 17 giugno; e il terzo sul servizio di volontariato, il 24 giugno, con particolare attenzione al refettorio e all’esterno nel contesto delle celebrazioni del pellegrinaggio, i servizi in cui saranno impiegati i detenuti.

“Non è la prima volta che coinvolgiamo i detenuti nelle nostre iniziative – spiega Federica Bucci, presidente della Sottosezione Pescara – dall’anno scorso partecipano anche a eventi come la Giornata Nazionale, che accoglie i volontari segnalati dalle educatrici o in affido ai servizi sociali, che sono a fine pena. Siamo molto grati al dott. Franco Pettinelli, l’ex-direttore del carcere grazie al quale tutto questo è stato possibile, e salutiamo con gioia la nuova direttrice, la dott.ssa Lucia Di Feliciantonio. Siamo certi che in futuro ci saranno tante occasioni per migliorare la nostra collaborazione con nuove modalità e proposte.”

“Andare ‘oltre le barriere’ significa superare quelle del carcere, quelle del pregiudizio, quelle causate dalla malattia e dalla disabilità – conclude Bucci – I detenuti hanno l’occasione di avere un rapporto diretto con la società, di uscire dalle loro celle e andare incontro ai loro fratelli malati e con disabilità per aiutarli a vivere l’esperienza del pellegrinaggio. Questo è lo scopo del progetto, e il motivo per cui è così importante per noi.”