L’Unitalsi Umbra e la Diocesi a Lourdes. Attesi un migliaio di pellegrini

Il pellegrinaggio come esperienza ancora attuale

I numeri delle partenze umbre dimostrano come il pellegrinaggio religioso non appartenga soltanto al passato. In una società caratterizzata dalla velocità, dalla connessione permanente e da ritmi spesso frenetici, centinaia di persone scelgono volontariamente la lentezza del cammino, il silenzio, la condivisione e la ricerca spirituale. Lourdes e Santiago rappresentano esperienze differenti, ma unite da una stessa idea: partire non soltanto per raggiungere un luogo, ma anche per interrogarsi sul significato del proprio viaggio.

Per quasi mille umbri, dunque, quella del 2026 sarà anche un’estate dello spirito, vissuta sulle antiche strade europee della fede e del pellegrinaggio. Un migliaio di umbri infatti stanno raggiungendo il santuario della Madonna di Lourdes e, da mercoledì 22 luglio, il santuario di San Jacopo di Compostela. Questi ultimi sono 420 giovani che hanno aderito al pellegrinaggio dell’Area giovani dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, che si concluderà il prossimo 2 agosto.

Tutti loro faranno tappa, giovedì 23 luglio, a Lourdes dove si incontreranno con i partecipanti al pellegrinaggio regionale dell’Unitalsi Umbria, che si concluderà il 25 luglio, a cui hanno aderito in 577, un po’ da tutte le diocesi umbre, guidati da mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, mons. Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e vicepresidente della Ceu, mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Città di Castello e di Gubbio, e mons. Benedetto Tuzia, vescovo emerito di Orvieto-Todi, insieme a numerosi sacerdoti e religiose. Sono la testimonianza tangibile – viene evidenziato in un comunicato – di una Chiesa viva e in cammino, non ripiegata e non sdraiata su sé stessa, come è emerso anche domenica 12 luglio a Perugia, quando in una gremita chiesa parrocchiale del quartiere di Santa Lucia l’Arcivescovo Maffeis e diversi sacerdoti hanno conferito il “mandato del pellegrino” a centinaia di giovani e adulti in partenza per i pellegrinaggi in Italia e all’estero di questa estate. Mons. Maffeis, commentando la Parola di Dio, ha affidato a ciascuno “tre semplici domande che possano accompagnare i passi del pellegrinaggio: Che cosa cerco? Cosa mi piacerebbe ottenere da questa esperienza? Che cosa temo?”. Forse, ha aggiunto, “c’è spazio anche per altre domande: Cos’è che in questo momento della mia vita, in questa stagione, mi distrae? Cos’è che mi pesa? E infine, che cosa desidero? Cosa in questo momento mi sta particolarmente a cuore? Qual è il sogno che muove i miei passi? Credo che far emergere per quanto possibile le risposte sia molto liberante, perché chiarisce a noi stessi chi siamo, cosa cerchiamo, cosa temiamo, cosa desideriamo”. agensir.it


Pubblicato il 20 Luglio 2026