Una giornata di sole, aria di montagna e fraternità autentica ha animato il Rifugio La Ginestra a Monte Concilio, sulle pendici dell’Etna, dove l’Unitalsi sottosezione di Nicolosi ha organizzato un’accoglienza speciale per gli amici delle sottosezioni di Ragusa e Catania.
Tra i boschi etnei, decine di persone con disabilità, volontari e famiglie hanno vissuto un’esperienza che è andata ben oltre la semplice gita fuori porta. Il Rifugio La Ginestra si trova sulle pendici sud dell’Etna, raggiungibile da Nicolosi. Si tratta di un rifugio del Corpo Forestale, ben attrezzato con un’area esterna accessibile e curata, con un’ampia zona picnic ombreggiata. Il paesaggio circostante racconta il volto duplice dell’Etna: sentieri che si snodano tra le nere colate laviche, testimoni della forza del vulcano, si alternano a un bosco rigoglioso di castagni e pini, la cui ombra fitta offre un rifugio naturale dalla calura estiva. Macchie rigogliose di ginestra dell’Etna, ricoperte da una fitta esplosione di fiori giallo oro, circondano il rifugio e contornano i sentieri. Dietro l’apparente semplicità della giornata si cela un lavoro organizzativo imponente: percorsi da rendere accessibili, mezzi di trasporto attrezzati, personale sanitario e volontari coordinati con precisione per garantire sicurezza e comfort a ogni partecipante. Un impegno silenzioso, fatto di sopralluoghi, telefonate e ore di preparazione, che si è tradotto in una riuscita che ha superato ogni aspettativa. Nulla è stato lasciato al caso, e proprio in questa cura minuziosa si è manifestato il senso più profondo del servizio unitalsiano.

Più che una semplice giornata di vacanza, l’evento si è configurato come un vero manifesto di innovazione culturale e coesione sociale. Una giornata intensa in cui la fragilità è diventata risorsa e l’abbattimento delle barriere fisiche si è tradotto nell’abbattimento delle distanze umane. Al centro dell’esperienza è emersa una precisa visione associativa, ribadita con forza a chiusura dell’evento: la certezza incrollabile che «donarsi e farsi dono» sia la formula alla base di un volontariato consapevole ed efficace. Non si tratta solo di assistenza, ma – come hanno sottolineato in diverse altre simili occasioni i responsabili nazionali e regionali dell’Associazione – di una necessaria spinta culturale, indispensabile per stimolare la crescita sociale di tutte le comunità siciliane, ecclesiali e civili se mai la distinzione abbia senso.
La rete associativa dell’Unitalsi, con le sue sottosezioni sparse sul territorio, ha dimostrato ancora una volta la propria capacità unica di favorire incontri e relazioni autentiche tra le persone con disabilità e i volontari che le accompagnano. Quello che ai più sembra impossibile realizzare a favore delle persone con disabilità, l’Unitalsi riesce a trasformarlo in realtà concreta, giorno dopo giorno, grazie a un volontariato generoso e solidale, favorito e sostenuto dalla struttura associativa che garantisce presenza costante e durevole nel tempo oltre che la necessaria formazione.
A raccontare l’emozione della giornata è una ragazza con disabilità dell’Unitalsi di Ragusa: «Piacevole, gioiosa, festosa, suggestiva, accogliente; non so proprio quale aggettivo dare alla giornata a Nicolosi. Pensandoci bene la parola giusta è “grazie”. Grazie ai volontari di Nicolosi per averci regalato una giornata indimenticabile, insieme a tanti fratelli, sorelle e amici speciali: un’esperienza estiva accogliente, sicura e stimolante. Grazie alla Vergine Maria di Lourdes, cui gli unitalsiani rivolgiamo il cuore e lo sguardo, perché è motivo e stimolo di relazioni fraterne e solidali».
Una giornata, quindi, che resterà impressa non solo nelle pagine di questa rivista, nelle pagine social associative e nei profili dei singoli, ma soprattutto nei cuori di tutti i partecipanti, testimonianza viva di come la fraternità unitalsiana sappia trasformare i boschi dell’Etna in un luogo di incontro, spiritualità e preghiera, gioia e speranza condivisa.
di Carmelo Ferraro, insiemeragusa.it
Pubblicato il 31 Luglio 2026

