Pizzighettone: entrambe adolescenti, hanno viaggiato insieme all’Unitalsi. Per una settimana presteranno servizio in refettorio e con gli infermi.
È un’esperienza di fede e di crescita personale quella che stanno vivendo due adolescenti pizzighettonesi: la 17enne Chiara Magnani e la 16enne Rebecca Sgariboldi domenica sera sono partite per Lourdes nell’ambito di un progetto portato avanti dall’Istituto Tecnico Agrario Tosi di Codogno e dall’Unitalsi di Lodi, che assiste gli ammalati e il loro trasporto in pellegrinaggio.
Per una settimana si occuperanno del refettorio, servendo colazioni, pranzi e cene ai pellegrini infermi e affetti da varie malattie, accompagnandoli anche durante processioni e visite alla grotta. Sette giorni di servizio nel senso più nobile e assoluto del termine, che stanno arricchendo profondamente le giovani. «Ogni anno l’Itas seleziona ragazzi meritevoli, sia dal punto di vista della didattica sia per quanto riguarda il comportamento – spiega Alessandra, mamma di Rebecca – proponendo loro questa bellissima esperienza. Dopo l’avviso alle famiglie e un incontro con un terapeuta, che spiega le complesse situazioni con cui potrebbero venire a contatto, gli studenti selezionati scelgono se partire o meno. Quest’anno sono partiti in 22, fra cui due pizzighettonesi».
A Lourdes Chiara e Rebecca, stanno prestando servizio al refettorio, occupandosi anche dei pasti per persone affette da disfagia. Non solo: prestano assistenza agli infermi durante i rosari e li accompagnano alla nota processione aux flambeaux. «Ho sentito mia figlia al telefono e mi ha spiegato che stanno provando un senso di pace, serenità e spiritualità difficili da spiegare – continua la mamma –. Prima di partire era felice di poter fare del bene, di poter regalare parte del suo tempo per i bisognosi, ma ora sta vivendo emozioni ancora maggiori. Si tratta di un progetto bellissimo che arricchisce i ragazzi e che, in un momento storico in cui spesso la gioventù viene criticata, dimostra che invece c’è ancora tanto di buono nei nostri giovani». Indossando grembiuli e sfoderando sorrisi rassicuranti, ai malati non offrono solo pasti caldi ma anche conforto. Ad accompagnare gli studenti dell’Itas nell’esperienza sono i docenti Paola Re, don Manuel Forchetto e Silvia Locatelli.
di Elisa Calamari laprovinciacr.it
Pubblicato il 14 Ottobre 2026

