L’Unitalsi di Isola Capo Rizzuto sulle orme di San Francesco e non solo

A conclusione di un anno piuttosto impegnativo che ci ha visti presenti anche a Lourdes con Papa Leone, la Sottosezione Unitalsi di Isola Capo Rizzuto, con oltre una cinquantina tra soci volontari, amici disabili e aggregati avvezzi ai nostri pellegrinaggi, si è recata nella terra d’Umbria, partendo da Cascia e Roccaporena, dove abbiamo potuto approfondire la conoscenza di Santa Rita, la sua storia, i luoghi in cui è vissuta, ben conservati e suggestivi. Le pellegrine più impavide hanno scalato lo “Scoglio” fino alla vetta, pregando, toccate da profonda emozione, gli altri hanno gustato la visita degli altri luoghi del paese natìo. La Santa Messa è stata celebrata nella Basilica Inferiore, dove abbiamo scoperto la presenza del Miracolo eucaristico di Cascia e la storia della Beata Maria Teresa Fasce, suora agostiniana, che diede impulso alla devozione di Santa Rita e avviò la costruzione del Santuario dedicato alla “Santa degli Impossibili”, cui sono state affidate le nostre famiglie, le numerose famiglie che vivono la separazione, la povertà, la mancanza di figli, la sofferenza.

Seconda tappa Assisi: mossi dal desiderio di visitare le meravigliose Basiliche, egregiamente illustrate da una Guida esperta e puntuale che ci ha incantati,  non solo per la ricchezza informativa, ma anche per il risalto dato alla spiritualità di San Francesco e Santa Chiara, siamo passati poi al Santuario della Spogliazione dove ci ha accolto don Maurizio, Assistente dell’Unitalsi di Assisi con il Parroco don Marco che ci ha narrato l’evento della “Spogliazione” di San Francesco, avvenuto proprio in quel luogo, soffermandosi a lungo sul significato forte di quel gesto, sulla sua decisione di rinunciare a tutto (ricchezza, famiglia, potere) per una scelta di vita radicale che lo conduce alla santità, e che dopo ottocento anni, continua ad attirare folle di uomini e donne che in Lui vedono l’ “Alter Christus”, quel “Nuovo Sole” come lo definì Dante, che impersona perfettamente Cristo e la Sua Umiltà: obbedienza, carità, povertà, preghiera, amore del Signore, sono le parole che consegnerà ai confratelli in punto di morte e che faranno di Lui il Santo della Pace e del Perdono, il Santo che ama il Creato e le Creature, la Chiesa…Da lì, la trepidazione aumentava, per andare a pregare sulla tomba del giovane San Carlo Acutis: tanta commozione, a vedere quel volto sereno che sembra dormire e che suscita una serie di emozioni e sentimenti indescrivibili: affidiamo i giovani, deviati da tante tentazioni, alla ricerca di una Pace che nessuna conquista riesce a donare loro! Il giovane Carlo spiazza le aspettative, anche lui attirato fortemente dal Santo di Assisi, consapevole di lasciar ben presto questo mondo, scopre la gioia di appartenere a Gesù, trovando conforto nell’Eucarestia che definisce “la mia autostrada verso il Cielo” e testimoniando una fede viva e genuina che gli fa ripetere” Non io, ma Dio”.

Il pomeriggio lo trascorriamo nella sontuosa Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, accolti da Frate Claudio che ci parla ancora della spiritualità francescana, con particolare accenno alla Porziuncola (piccola porzione di terra) luogo amato dal Santo per ritirarsi in preghiera dove, come Lui stesso scrive, sentiva la presenza di Gesù, di Maria e degli Angeli. Al rientro ultima tappa: Santuario di Collevalenza: è il giorno di Ognissanti e con gioia e gratitudine partecipiamo alla Santa messa officiata dal Vescovo di quel Santuario voluto da Madre Speranza di Gesù, divenuto col tempo, una piccola Lourdes, dove accorrono poveri e malati nel corpo e nello spirito, con il desiderio di essere perdonati e guariti dal Suo Amore misericordioso, ben rappresentato dell’imponente campanile che svetta alto con microfoni rivolti verso tutti e quattro punti cardinali, segno di una misericordia che si espande sul mondo intero e conduce in Paradiso. Ecco terminato il nostro intenso Pellegrinaggio nella terra di grandi Santi che hanno fatto la storia della Chiesa, da Francesco a Chiara, a Rita, a Madre Speranza, fino al Giovane Carlo Acutis, che ci hanno preceduto ed ora, come abbiamo sentito nel Vangelo di domenica di Ognissanti, vivono la beatitudine del Cielo. Le loro storie di vita hanno rafforzato la nostra fede, speranza e carità… l Amore per Gesù e l’Eucarestia, che si traduce nell’amore per i fratelli, la gioia di avere degli Angeli custodi formidabili! Preghiera, ascolto, celebrazioni emozionanti, incontri sorprendenti e… tanta tanta allegria e condivisione! Tornare alla quotidianità con un tale bagaglio di nuove conoscenze, con la serenità di aver toccato luoghi sacri e ricevuto tanti doni, sicuramente ci fa sentire più forti e più “ricchi”, fa di noi persone un po’ migliori e ci spinge a prenderci cura, come Francesco, del Creato e delle Creature.

Caterina Stillitano, Presidente Sottosezione Unitalsi di Isola Capo Rizzuto


Pubblicato il 5 Novembre 2026