In volo dal Ridolfi e sul treno bianco, 40 forlivesi si preparano al pellegrinaggio a Lourdes. “Nessuno torna mai a casa com’è partito”
A Lourdes sarà presente anche il vescovo di Forlì-Bertinoro, monsignor Livio Corazza, insieme con don Filippo Foietta, assistente ecclesiastico dell’Unitalsi, e con don Loriano Valzania, già assistente dell’associazione.
Saranno quaranta i forlivesi in partenza nei prossimi giorni per Lourdes con l’Unitalsi, per il tradizionale pellegrinaggio regionale al santuario mariano francese. Due i viaggi previsti: 18 persone partiranno in treno domenica 23 agosto, mentre altre 22 decolleranno dall’aeroporto di Forlì lunedì 24 agosto con un volo speciale organizzato dall’Unitalsi nazionale. A fare il punto è Roberta Visani, presidente della sottosezione diocesana dell’Unitalsi. Numeri in linea con quelli degli ultimi anni: generalmente da Forlì partecipano ai singoli pellegrinaggi fra le 40 e le 60 persone. Nell’arco dell’anno, considerando i diversi appuntamenti organizzati dall’associazione, i partecipanti arrivano complessivamente a circa un centinaio.
Quello di agosto è il pellegrinaggio regionale dell’Unitalsi emiliano-romagnola e si svolgerà dal 23 al 28 agosto per chi viaggia in treno e dal 24 al 27 agosto per chi sceglie l’aereo, come conferma il programma ufficiale dell’associazione. Anche la locandina indica per il viaggio aereo le partenze da Forlì e Bologna. La partenza dall’aeroporto Ridolfi è prevista lunedì: ritrovo alle 8 e decollo alle 10. Da Forlì partiranno in aereo anche pellegrini provenienti da altri territori della Romagna. Il rientro del gruppo che viaggia in volo è previsto il 27 agosto, mentre per chi sceglie il tradizionale “treno bianco” il ritorno sarà il giorno successivo. Un viaggio, quello su rotaia, che conserva caratteristiche particolari e può richiedere anche fra le 18 e le 24 ore. A Lourdes sarà presente anche il vescovo di Forlì-Bertinoro, monsignor Livio Corazza, insieme con don Filippo Foietta, assistente ecclesiastico dell’Unitalsi, e con don Loriano Valzania, già assistente dell’associazione. Sul treno il riferimento sarà inoltre Alberto Gardini, vicepresidente della sezione regionale Unitalsi. Accanto ai pellegrini ci sarà il personale impegnato nell’assistenza. “Quest’anno mi ritengo fortunata, perché abbiamo un’infermiera e due volontarie”, racconta Visani. A loro si aggiungono sette barellieri, fondamentali in particolare per accompagnare le persone con difficoltà di movimento durante il viaggio e le giornate al santuario.Il programma, una volta arrivati a Lourdes, prevede nel primo giorno la celebrazione di apertura, la visita alla Grotta e il Rosario meditato. Nelle giornate successive sono in calendario la Processione eucaristica, la Messa internazionale, la processione serale aux flambeaux, la Via Crucis, le confessioni, la visita alle piscine e un itinerario nei luoghi legati alla vita di Bernadette, dal Mulino di Boly al Cachot, con museo, ospizio, chiesa del Sacro Cuore. Per molti dei partecipanti non si tratta della prima volta. C’è chi torna a Lourdes da anni e chi considera ormai il pellegrinaggio un appuntamento irrinunciabile. “C’è sempre una forte emozione sia per chi parte da tanto tempo sia per chi, invece, è costretto a rimanere a casa – spiega Visani -. Io, dopo 26 anni, quando si parla di Lourdes la vedo un po’ come casa mia”.
Nel gruppo non mancano però i giovani. Tra loro c’è uno studente universitario, e anche un giovane insegnante: presenze che per l’associazione rappresentano un segnale importante dopo gli anni difficili della pandemia. “Il Covid ha fatto molti danni nella gestione di tante cose – osserva la presidente -, ma in questi cinque anni c’è stata una ricrescita e c’è voglia di ricominciare”. Un desiderio che, secondo Visani, nasce innanzitutto dalla dimensione spirituale del viaggio e dalla scelta di fede che porta le persone a iscriversi al pellegrinaggio. L’Unitalsi forlivese organizza durante l’anno diverse occasioni per raggiungere Lourdes: oltre all’appuntamento regionale di agosto ci sono i pellegrinaggi legati all’11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes e Giornata mondiale del malato, quello di maggio, l’appuntamento nazionale di settembre e quello in occasione dell’Immacolata, l’8 dicembre.
Dietro ogni partenza c’è anche un impegno economico significativo. L’associazione promuove raccolte fondi per contribuire alle quote dei partecipanti, sostenendo in particolare chi ha bisogno di assistenza. “Dobbiamo affittare treni e aerei e cerchiamo di fare il possibile per accompagnare i malati”, sottolinea Visani. E chi non riesce a partire continua comunque a sentirsi parte del pellegrinaggio: “C’è chi rimane a casa, ma ci è vicino con la preghiera”.
È proprio questo legame, per la presidente, a spiegare perché Lourdes continui a richiamare persone anche dopo decenni di pellegrinaggi. “C’è ancora il desiderio di partire e di andare perché nessuno torna mai a casa com’è partito. C’è sempre un cambiamento: tutte le volte che ci si va si acquisisce qualcosa. Non si possiede mai il pellegrinaggio, ma è una scoperta nuova tutte le volte”. forlitoday.it
Pubblicato il 24 Agosto 2026

