L’Unitalsi di Carpi alla 28ma edizione del Festival Internazionale delle Abilità Differenti

Prende il via con un’intensa riflessione sulla fragilità e la bellezza della vita la 28ª edizione del Festival Internazionale delle Abilità Differenti, promosso dalla Cooperativa Sociale Nazareno e in collaborazione con l’Unitalsi di Carpi

Il tema scelto per quest’anno, “Desideri infiniti, visioni altère”, troverà la sua prima espressione domenica 3 maggio a Carpi, attraverso un doppio appuntamento che intreccia testimonianza e approfondimento storico. Alle 18:30 presso l’Auditorium Loria si terrà l’Incontro “Chiamati a guardare in alto”, con cui il Festival esordisce mettendo al centro l’esperienza umana del dolore e della speranza.

Come si può vivere il mistero della disabilità senza smarrire la fiducia? All’interrogativo risponderanno persone che hanno fatto della cura e dell’accoglienza una missione di vita: la dottoressa Chiara Locatelli, Pediatra Neonatologa presso l’Ospedale S. Orsola di Bologna, Donatella Cappucci, Maurizio e Tommaso Caprari, Mariagrazia Ghinassi, testimoni diretti di vite pienamente realizzate dentro l’esperienza della disabilità.

L’incontro, coordinato da Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno, non sarà solo un’introduzione teorica, ma il cuore pulsante del percorso espositivo: i testimoni sono, infatti, i “vasi di creta” che contengono il tesoro di amore e speranza che il Festival desidera condividere con la città.

A seguire alle 20:00, presso il Seminario Vescovile, ex Collegio dei Gesuiti (Corso Manfredo Fanti), si terrà l’inaugurazione ufficiale della mostra “Un tesoro in vasi di creta – Ermanno lo storpio chiamato a guardare in alto”, realizzata in collaborazione con il Meeting di Rimini 2025.

L’esposizione è dedicata alla figura di Ermanno il Contratto (detto “lo storpio”), monaco benedettino dell’XI secolo vissuto nel monastero di Reichenau. Nonostante una gravissima disabilità fisica, Ermanno fu un eccelso studioso, astronomo e musicista, dimostrando come ogni vita, se vissuta nell’amore e nella relazione, sia un valore assoluto.

“Ogni vita, anche la più fragile, è una meraviglia da custodire. La storia di Ermanno ci insegna che il limite fisico non impedisce alla vita di fiorire, nell’esperienza dell’amore si aprono orizzonti che altrimenti sembrerebbero impossibili” ha dichiarato la direttrice del Festival Simona Famulari. La Mostra resterà aperta fino al 10 maggio presso il Seminario Vescovile di Carpi con i seguenti orari al mattino dalle 10:00 alle 12:30 e al pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00. L’ingresso è gratuito, visite guidate su prenotazione contattando l’organizzazione del Festival.

L’evento è realizzato in collaborazione con la sezione di Carpi di UNITALSI, il Servizio Pastorale delle persone con disabilità della diocesi di Modena-Nonantola e Carpi, e l’associazione La Mongolfiera. radio5punto9.it


Pubblicato il 29 Aprile 2026