L’Unitalsi di Albano a Soraga. Un cammino di gioia, condivisione e speranza

Dal 15 al 20 giugno si è svolto il tradizionale soggiorno estivo a Soraga, nel cuore delle Dolomiti, un appuntamento che la nostra Sottosezione vive ormai da quattro anni consecutivi e che continua a crescere, anno dopo anno, per partecipazione, amicizia e intensità umana e spirituale.

Anche quest’anno il gruppo è stato composto dai nostri amici malati, dai volontari della Sottosezione di Albano, guidata dal Presidente Pietro Corti, ai quali si sono uniti alcuni volontari della Sottosezione di Frascati e il caro Paolo Moscardini della Sottosezione di Frosinone, che da diversi anni condivide con noi questa preziosa esperienza. Presenze che hanno arricchito ulteriormente il soggiorno, testimoniando come il servizio sappia unire persone provenienti da realtà diverse in un’unica grande famiglia. Fin dall’inizio eravamo consapevoli dell’impegno richiesto da una settimana come questa.

L’organizzazione, l’assistenza continua e le necessità quotidiane dei nostri amici richiedono energie, disponibilità e spirito di sacrificio. Eppure ogni fatica scompare davanti alla gioia di vedere i loro sorrisi, il loro entusiasmo e la loro emozione nel poter vivere luoghi che, senza il sostegno dei volontari, difficilmente potrebbero raggiungere. Le Dolomiti ci hanno accolto ancora una volta con la loro straordinaria bellezza. Le montagne maestose, i boschi, i torrenti e il silenzio della natura hanno fatto da cornice a giornate intense, nelle quali abbiamo condiviso momenti di amicizia, preghiera, svago e fraternità. Non si è trattato soltanto di una vacanza, ma di un’esperienza di vita autentica, nella quale ciascuno ha ricevuto molto più di quanto ha donato.
Particolarmente significativi sono stati i momenti spirituali guidati dal nostro Assistente Spirituale, Don Carlos Tomè Hernandez, come la recita del Santo Rosario lungo il torrente Avisio. Ma, tra i tanti resterà certamente impressa nel cuore dei partecipanti la Santa Messa celebrata a 2.370 metri di altitudine, nel silenzio austero e maestoso della Marmolada. Un momento di intensa spiritualità che ha permesso a tutti di sentirsi ancora più vicini al Signore, immersi nella grandezza del creato e nella bellezza di una natura che parla di Dio attraverso la sua armonia e la sua imponenza.

Durante le Adorazioni e i momenti di preghiera è nata una profonda riflessione sul significato del nostro servizio. Davanti alla bellezza del creato abbiamo riscoperto quanto sia importante la presenza dei volontari, chiamati non solo a prestare assistenza, ma a diventare le braccia, i piedi e il sostegno concreto dei nostri amici. Un servizio che permette loro di ammirare la bellezza della natura, di vivere esperienze altrimenti impossibili e di sentirsi parte di una comunità che cammina insieme.
Ma il soggiorno non è stato soltanto preghiera e contemplazione. Non sono mancati momenti di allegria e condivisione che hanno coinvolto tutti i partecipanti. Tra i più divertenti, quello animato dal Volontario Gianni Righi, che per l’occasione si è improvvisato affermato Direttore del coro, riuscendo a coinvolgere l’intero gruppo in canti e simpatiche esibizioni. In particolare, il celebre canto “Siam tutti gatti” ha visto partecipare con entusiasmo amici, volontari e accompagnatori, regalando sorrisi, leggerezza e una straordinaria esperienza di condivisione. Momenti semplici ma preziosi, capaci di rafforzare il senso di appartenenza e di amicizia che caratterizza ogni nostra iniziativa.

Una nota particolarmente bella di questa settimana è stata la presenza di alcuni nuovi giovani Leonardo e Sofia e di due bambini Alessandro ed Aurora che, grazie ai nonni, hanno scelto di condividere con noi questa esperienza. Con semplicità e spontaneità si sono messi al servizio degli altri, partecipando attivamente alla vita del gruppo. Li abbiamo visti recitare le decine del Rosario sul pullman, aiutare con fatica ed entusiasmo a spingere le carrozzine e vivere con naturalezza la dimensione del dono. La loro partecipazione rappresenta un segno di speranza e una testimonianza concreta di come i valori del servizio, della solidarietà e della fede possano essere trasmessi alle nuove generazioni. Tornando a casa portiamo con noi molto più di qualche fotografia o di un bel ricordo. Portiamo la consapevolezza di aver costruito relazioni autentiche, di aver condiviso momenti che resteranno impressi nel cuore e di aver scritto insieme un’altra bellissima pagina della nostra storia associativa.
I giorni trascorrono, ma ciò che il cuore custodisce non svanisce. La gioia degli sguardi, le preghiere condivise, le risate, le emozioni e l’affetto vissuti a Soraga continueranno ad accompagnarci nel nostro cammino quotidiano.
Come sottolinea il Presidente Pietro Corti: “Esperienze come questa ci ricordano il vero significato del nostro servizio. Non si tratta soltanto di accompagnare i nostri amici in luoghi meravigliosi, ma di condividere con loro un cammino fatto di amicizia, fede e speranza. Ogni sorriso ricevuto ripaga di ogni fatica e ci incoraggia a continuare con entusiasmo questa missione di vicinanza e accoglienza. Il futuro della nostra Associazione passa anche attraverso i giovani che abbiamo visto all’opera in questi giorni, segno concreto che il bene sa ancora generare altro bene”.


Pubblicato il 22 Giugno 2026