La “Bianca Signora” tra noi

L’Effigie di Lourdes ha fatto tappa nella sottosezione Unitalsi di Todi. Dove è stata accolta al santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. In pochi minuti la basilica si è riempita. Durante la messa sono state recitate preghiere per la pace

La copia della statua della Madonna di Lourdes ha fatto tappa nella sottosezione Unitalsi di Todi, dove è stata accolta al santuario dell Amore Misericordioso di Collevalenza.

In pochi minuti la basilica si è riempita. Durante la messa sono state recitate preghiere per la pace. Ci siamo preparati al suo arrivo tra noi sin dal mese di settembre 2023: il santuario di Lourdes concedeva all’Unitalsi, per i suoi 120 anni dalla fondazione, la copia della statua della Madonna esposta alla Grotta di Massabielle, perché potesse raggiungere pellegrina tutte le Sezioni Unitalsi d’Italia.

Sapevamo che la nostra Sezione umbra sarebbe stata l’ultima e che la Peregrinatio Mariae sarebbe arrivata nel mese di marzo 2024. Dalla nostra sottosezione di Todi era attesa per mezzogiorno del 21 marzo, primo giorno di primavera, al santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza. È arrivata con mezz’ora di anticipo, ad attenderla eravamo ancora in pochi, ma sufficienti per accompagnarla in Basilica in processione per la sua intronizzazione.

Finalmente la “Bianca Signora” era fra noi e con le mani giunte all’altezza del cuore ci sorrideva. Quasi subito sono arrivate altre persone in piccoli ma continui drappelli, tanto che in pochi minuti la Basilica, che può ospitare anche ottocento persone sedute, era piena. Al cospetto della statua di Maria, un’atmosfera carica di devozione e preghiera ha avvolto tutti, come alla Grotta di Lourdes, dove persino il Gave, fiume di montagna che defluisce rumorosamente, tormentato da massi e rapide, quando le scorre davanti produce solo un mormorio delicato simile ad una preghiera sommessa. Come alla Grotta di Lourdes, i volti e gli sguardi imploranti di tutti erano come calamitati su di lei.

Allora le persone hanno cominciato ad avvicinarsi a piccoli passi e a mettersi in fila per poterla supplicare da vicino, toccareo accarezzare con un fazzoletto da portare ai malati: profonde e silenziose invocazioni di aiuto a una Madre che può capire tutto da un semplice sguardo di ogni figlio. Maria è rimasta lì, tenera e silenziosa ma presenza viva alle celebrazioni che ininterrottamente si sono susseguite, con l’avvicendarsi di gruppi e di singoli che hanno pregato il rosario o fatto adorazione in silenzio sperimentando di essere “un cuor solo e un’anima sola”, perché Unico è Dio che adoriamo.

Poi, la messa delle 7.30 del 22 marzo e ancora altri canti e preghiere, soprattutto per la pace, richiesta ricorrente per questo periodo critico che viviamo e l’incoscienza cieca che rischia di travolgerci tutti. Vogliamo affidare a te la nostra vita, le ferite, i conflitti, le divisioni. Alla fine della messa un ultimo commosso saluto e un’altra processione per accompagnarla alla sua partenza: Maria non ci lasciava ma doveva raggiungere anche tante altre persone da consolare.

Maria Antonietta Sansone –  La Voce di Perugia.
Nella foto accanto la statua davanti la chiesa di Sant’Andrea a Orvieto.

 

Pubblicato il 27 Marzo 2024