“Insieme sulla via della gioia” concluso il quinto incontro regionale dei giovani lombardi

Si è concluso ieri il quinto incontro regionale dei giovani soci dell’Unitalsi Lombarda. Sabato 6 e domenica 7 luglio i ragazzi, insieme ai loro amici malati e disabili di ogni età, si sono ritrovati per vivere una due giorni insieme, che quest’anno ha avuto come meta il varesotto.

UN SABATO DI FESTA

A dare il via è stato il pranzo insieme presso il Riding Club Casorate Sempione in Somma Lombardo, dove i proprietari, Danilo e Diana, già affezionati dell’Associazione, hanno accolto i circa 100 partecipanti con un grande calore e un’immensa disponibilità. Nel pomeriggio, ecco arrivare le tanto attese carrozze trainate da cavalli. Paolo Valentini (Scuderia San Gallo) e Giuseppe Usai (Dodo Carrozze) hanno dedicato il loro tempo per far provare a tutti i presenti l’esperienza di un giro fra le bellezze brughiera a bordo delle carrozze. Un improvviso temporale ha poi cercato di fermare la manifestazione, ma non è riuscito nel suo intento. Nonostante le difficoltà di spostamento, i ragazzi sono saliti sui loro pullmini per spostarsi verso Caronno Varesino, nel cui oratorio li attendevano i giovani della parrocchia e il gruppo musicale Allegra Brigata, che li ha fatti ballare e cantare per tutta la sera sfoggiando il loro repertorio di canzoni italiane, ben conosciute da tutti.

UNA DOMENICA DI RIFLESSIONE

La giornata di domenica ha avuto come sfondo Villa Cagnola (Gazzada-Schianno), un luogo che riunisce eleganza, arte e natura. I presenti hanno potuto finalmente sentire la tanto attesa testimonianza di Giacomo Celentano, sua moglie Katia Guccione e l’amico Vito Cifarelli.

Ed è proprio quest’ultimo ad aprire la mattinata, esordendo con “Pregherò” e continuando la performance con varie altre canzoni di Adriano Celentano, scaldando così l’atmosfera. Prende poi la parola Giacomo, figlio di Adriano e Claudia Mori, che racconta in modo breve ma incisivo la sua storia, che ha voluto intitolare “Da figlio di papà a figlio di Dio”. Parte dagli esordi, da quel 1989 in cui ha pubblicato il suo primo album da solista, periodo in cui non faceva altro che dedicarsi al lavoro, dimenticando tutto il resto. L’anno successivo, nella sua infelicità, è stato cruciale: un’insufficienza respiratoria ha impedito a Giacomo di continuare a cantare, togliendogli così la sua unica ragione di vita del momento. Intorno si fece terra bruciata: niente più sport, niente più amici, niente più fidanzata. Ma quel silenzio in cui si è chiuso gli ha permesso di sentire Dio che bussava alla sua porta. «Perché da Dio non viene mai un male», sottolinea Giacomo, «ma permette al male di arrivare, perché Lui sa tirarne fuori un bene». Inizia allora un percorso vocazionale con un frate, Padre Emilio, che lo aiuta a capire quali siano i valori della sua vita e le sue aspirazioni. E più si avvicinava a Dio, più Giacomo migliorava anche a livello fisico.

Nel 1996, compie un viaggio a Lourdes coi suoi genitori. Davanti alla Grotta di Massabielle, vede intorno a sé malati di ogni tipo, anche più di lui, e decide di rivolgere alla Madonna questa preghiera: «Non ti chiedo il successo, ma ti chiedo di potermi realizzare nella vita». E la Madonna non lascia questa preghiera inascoltata: l’anno successivo conosce Katia, che gli ha fatto conoscere la figura di un Dio misericordioso e pieno di Amore.

Dal 2002 Katia è diventata sua moglie e due anni dopo nasce Samuele. Insieme, hanno costruito una famiglia che desidera e cerca di vivere nel quotidiano il Vangelo. Giacomo aggiunge che non si sente arrivato, ma ancora un convertito in cammino: «Sono la pecorella smarrita che Dio è venuto a cercare e, quando mi ha trovato, mi ha curato e ricondotto al suo ovile: la Chiesa». Ha poi cantato ai presenti la canzone “La cittadina della Divina Misericordia”, che prende il nome dall’associazione che lui, Katia, Vito e Samuele hanno fondato, il cui scopo è quello di aiutare bambini e giovani con diversi tipi di disagio, sia fisici sia spirituali. Conclude la testimonianza Katia, regalando con la sua splendida voce due canzoni scritte da lei: la prima durante una notte di preghiera davanti alla Sacra Sindone, l’altra che parla di amore in generale. A seguire, la Santa Messa concelebrata da mons. Luigi Stucchi, vescovo ausiliare di Milano, e don Michele Barban, Assistente spirituale della Sottosezione di Varese. Mons. Stucchi ha dato alla Parola proclamata durante la celebrazione un taglio unitalsiano, sottolineando la cura e l’attenzione che ogni cristiano dovrebbe rivolgere al suo prossimo. Per aggiungere gioia a queste giornate di festa, i giovani si sono stretti intorno a una coppia di unitalsiani che ha desiderato festeggiare con loro le nozze di diamante.

I RINGRAZIAMENTI

Affacciati sullo splendido panorama offerto dalla Villa, i partecipanti hanno concluso questa due giorni con il pranzo e i saluti finali. Ovviamente non sono mancati i ringraziamenti a tutti coloro che hanno permesso che quest’evento fosse possibile: la Sezione Lombarda che, ancora una volta, ha dato fiducia ai suoi giovani; la Sottosezione di Varese, che ha messo in campo i suoi volontari per l’organizzazione; i proprietari dei luoghi che hanno ospitato le diverse iniziative; i testimoni e i sacerdoti, che hanno regalato parole profonde. Non resta, dunque, che rinnovare l’appuntamento all’anno prossimo.