Festa per l’Unitalsi Piemontese, dove l’ascolto diventa comunità

Il sapore delle cose belle: cronaca di una giornata di festa e condivisione nella festa regionale delle sottosezioni dell’Unitalsi a Settimo Torinese

Il 17 maggio si è tenuta a Settimo Torinese la festa regionale dell’Unitalsi. La giornata si è aperta sotto il segno della tradizione e del cammino condiviso. Il programma ha rispettato la tradizione, con la processione in apertura. Camminare fianco a fianco è l’immagine più potente della nostra vita associativa, non si è mai soli lungo la strada.

Questo clima di profondo raccoglimento ci ha accompagnati fino a dentro il Duomo, dove il nostro assistente ecclesiale, Padre Carmine Arice, ha presieduto la Santa Messa. Le sue parole in apertura e nell’omelia sono state una conferma dell’amicizia che scorre tra noi. Ben chiara e forte è giunta l’immagine del “volare come aquile”. Durante la celebrazione il silenzio è diventato dialogo interiore e comunitario, un’occasione preziosa per rinnovare quei sì ai valori cristiani associativi che guidano il nostro agire e che danno un senso profondo al nostro stare insieme.

La “Festa” non è una evasione dalla realtà ma il carburante per il nostro impegno quotidiano. In sintesi è stato questo il tema affiorato nei discorsi della nostra Presidente della Sezione, Maria Rosaria Sardella, che ci ha fatto notare il valore dei principi fondanti e del carisma stesso dell’Associazione. Di seguito il sindaco di Settimo, Elena Piastra, ha elogiato l’opera dell’Unitalsi anche per la ricaduta che ha sulla comunità, nei risvolti sociali e spirituali di ciascuno. Dopo la messa ci siamo ritrovati per il pranzo. Si sono poi susseguiti numerosi interventi da parte degli ospiti e dei convenuti.

“Interruzioni” sempre molto apprezzate perché sono la dimostrazione di quanto si senta ad esprimere il sentimento di amicizia che galleggia nell’aria di una domenica di metà maggio. Tra il tintinnio dei bicchieri e il profumo dei piatti della tradizione, i tavoli si sono riempiti di chiacchiere, risate e ricordi. Ed è in questi momenti, nel passaggio del pane, nel brindisi condiviso, che si sperimenta armonia, appartenenza ad una unica comunità, senza formalismi e con solo la gioia di stare insieme, di ascoltare le storie dell’altro. Ci si sente parte di una storia grande. Ben sappiamo che la Festa custodisce scopi alti, di rinnovo e rinforzo delle ragioni che ci fanno essere unitalsiani. Ci sono giorni che il tempo sembra rallentare per lasciare spazio a quello che conta davvero. Per la nostra Sezione piemontese l’annuale incontro delle sottosezioni è esattamente questo: non un semplice appuntamento in agenda, ma un rito che si rinnova, cerchio che si chiude e si riapre, accogliendo volti vecchi e nuovi.

In queste circostanze il momento dei saluti non è come si vorrebbe che fosse, mani che si incrociano, occhiali che si scontrano… qualcuno si dimentica, un altro si salta. Raggiungere tutti richiederebbe una doppia giornata. Poco conta, la certezza è di aver vissuto un momento di Grazia, pronti a tradurre l’entusiasmo di questa festa nel servizio di ogni giorno, nei gesti, nel rispetto dei nostri valori e nel desiderio, già vivissimo, di ritrovarci il prossimo anno ad Alba.

Una volontaria unitalsiana


Pubblicato il 10 Luglio 2026