‘Io non rischio’ il 24 ottobre in più di 500 piazze. L’Unitalsi a Bologna

Il 24 ottobre, in contemporanea con le altre città italiane, anche Bologna partecipa alla campagna“. L’appuntamento è in Piazza Maggiore dalle 9 alle 18 .

A Bologna ci saranno anche i volontari della sottosezione dell’Unitalsi, presenti con uno stand informativo per incontrare i cittadini e diffondere la conoscenza dei rischi e sensibilizzare le comunità sulle vulnerabilità dei diversi territori. Tra le novità dell’edizione 2021 la diretta nazionale Io non rischio, in streaming sul canale YouTube del Dipartimento

Creare comunità sempre più resilienti attraverso la conoscenza e la cura dei territori, la consapevolezza dei rischi e delle buone pratiche di protezione civile. Questo l’obiettivo di Io non rischio, la campagna di comunicazione nazionale sui rischi naturali che torna, domenica 24 ottobre, in piazza nelle città italiane e con tanti eventi online.

Per l’undicesimo anno consecutivo, volontariato di protezione civile, comuni, regioni e mondo della ricerca scientifica torneranno a incontrare i cittadini per diffondere la conoscenza dei rischi e sensibilizzare le comunità sulle vulnerabilità dei diversi territori, anche attraverso il racconto e la condivisione di conoscenze, esperienze e memorie storiche degli eventi che hanno interessato il nostro Paese.

Quest’anno, grazie all’impegno di circa 3000 volontari, la campagna sarà attiva in oltre 300 spazi formativi e informativi sui social e in circa 200 piazze fisiche. Tra le novità dell’edizione 2021 anche il debutto della diretta nazionale Io non rischio, un progetto organizzato dal Dipartimento della protezione civile, in collaborazione con l’Istituto Statale Cine-Tv Roberto Rossellini di Roma.

Una diretta streaming sul canale YouTube del Dipartimento che, la mattina del 24 ottobre, offrirà ai cittadini spunti di riflessione e approfondimenti utili a diffondere cultura di protezione civile. In un territorio come il nostro, in cui più del 90% dei comuni ha aree esposte a rischio alluvioni e frane e il 41% della popolazione risiede nelle zone a più elevata pericolosità sismica (zone 1 e 2), risulta infatti sempre più importante puntare sulla cultura della prevenzione e su cittadini consapevoli dei rischi a cui sono esposti.