Il racconto Salvatore Piras volontario della sottosezione di Bolzano: “Un’esperienza profonda da cui si torna cambiati”.
Me ne avevano parlato tante volte dei pellegrinaggi dell’Unitalsi e in particolare di quello a Lourdes con toni entusiastici. Avevo pensato che la suggestione, anche spirituale, avesse enfatizzato ogni impressione, ogni valutazione. Ora mi sono ritrovato in pellegrinaggio verso Lourdes: più di venticinque ore di viaggio, in treno, non sono facili da sopportare anche se il treno è davvero molto ben attrezzato e lo è in particolare la carrozza “barellata”: letti molto larghi e comodi provvisti di tutto quanto occorre soprattutto ai malati. Un gruppo di volontari dell’Unitalsi, di ogni età, sia uomini che donne, sempre pronti a correre in aiuto di chi ha bisogno, a caricarsi del trasporto e dello smistamento dei bagagli e di ogni questione logistica.
Si comincia a conoscere così, per chi come me partecipa per la prima volta, lo spirito di questa organizzazione. Tante ore di viaggio sono lunghe ma piano piano ci si rende conto che si comincia a socializzare conoscendo persone, ammalati e non ammalati, ciascuna con la propria storia che ci si racconta vicendevolmente e sembra di conoscersi da tanto tempo pur essendoci incontrati per la prima volta.
Ed eccoci finalmente a Lourdes! Il complesso “Salus infirmorum” dove alloggiamo è molto grande e molto ben curato, le stanze sono grandi e comode tutte con bagno. E, mentre cominciamo a leggere il programma dei cerimonieri liturgiche dei giorni a venire. Siamo profondamente ammirati da due categorie di volontari: i barellieri e le sorelle. Uomini e donne di ogni fisionomia che, in qualunque momento del giorno o della notte, sono pronti a spingere le carrozzine dei malati e a prestare aiuto per qualsiasi necessità. In particolare, le sorelle, con le loro divise bianche, si mostrano sempre disponibili a offrire il proprio supporto, senza alcuna eccezione. Vederle andare con passo continuo e sicuro come se volassero dà l’impressione di essere circondati da angeli bianchi che con i loro modi pieni di altruismo totale e di amore autentico mi hanno causato mentalmente una battuta: ma sono per caso già morto e mi trovo in Paradiso? E poi c’è un apparato notevole di medici e infermieri molto competenti e altrettanto disponibili come tutti gli altri. Per tutti ma soprattutto per gli ammalati, che nella vita di tutti i giorni non sempre sono trattati bene, è una realtà completamente diversa che dà una grande serenità.
Con questa dedizione e amore totali ci si sente più liberi dai problemi interiori e fisici e ci si concentra e si partecipa in modo molto maggiore nelle varie celebrazioni e le preghiere collettive. Ed è stata molto toccante, nella chiesa sotterranea di S. Pio X, grande come un campo di calcio, vivere la “celebrazione della conciliazione” collettiva, con tutti i sacerdoti disponibili a somministrare quel perdono infinito e inesauribile che Gesù in risposta a Pietro che gli chiedeva quante volte avrebbe dovuto perdonare a suo fratello, disse: “non sette ma settanta volte sette”. E la “Santa Messa Internazionale” con una grande liturgia nella quale la “Consacrazione” e la benedizione finale sono state pronunciate dal vescovo in latino: la ritrovata lingua universale della Chiesa con la quale parla a tutti i popoli della terra!
E, tra preghiere e processioni, l’emozione fortissima davanti alla grotta e alla Madonna immaginando come sia avvenuto l’incontro tra Bernadette e la “Bella Signora” e confidando a Lei tutte le nostre sofferenze e le nostre angosce, chiedendoLe un po’ di forza fisica e d’animo per superarle e un po’ di serenità in più. E, infine, l’immersione nella piscina in preghiera continua chiedendo di essere purificati per vivere la vita in un modo nuovo, diverso. Per chi è già stato a Fatima e a Medjugorje è stata un’esperienza diversa perché a Lourdes la spiritualità era molto più forte e molto più diffusa, la si respirava dappertutto! Si ritorna infine alla normale quotidianità piuttosto smarriti per aver davvero vissuto una settimana in Paradiso!
Alto Adige
Pubblicato il 1 Luglio 2026

