Nuova responsabile della Comunicazione Vaticana. La prima donna laica alla guida del Dicastero

Alvarado debutta come Prefetta della Comunicazione con il briefing del viaggio di Leone XIV in Uruguay, Argentina e Perù

La nuova responsabile del Dicastero ha salutato i giornalisti in spagnolo, italiano, inglese e francese, ha assicurato che il Papa mantiene il programma senza cambiamenti e ha definito la visita in Perù come un «ritorno a casa».

La Prefetta del Dicastero per la Comunicazione, Montse Alvarado, si è presentata ieri martedì 3 novembre ai giornalisti accreditati presso l’Ufficio Stampa della Santa Sede, nel briefing di presentazione del viaggio apostolico di Leone XIV in Uruguay, Argentina e Perù, che si svolgerà dal 6 al 17 novembre. È stata la sua prima apparizione pubblica da quando ha assunto l’incarico, il 1° novembre, in sostituzione di Paolo Ruffini, e l’ha tenuta in quattro lingue: ha iniziato in spagnolo, è passata all’italiano, poi all’inglese e si è congedata in francese, secondo il racconto di Vatican News.

Alvarado, che aveva già parlato del suo arrivo in Vaticano in un’intervista raccolta da InfoVaticana, ha concentrato il suo intervento sull’entusiasmo del Pontefice. «È molto entusiasta», ha assicurato, aggiungendo che lo stesso Papa ha confermato il viaggio senza introdurre modifiche al programma. Interrogata sul suo stato di salute, dopo l’intervento chirurgico di qualche settimana fa, ha risposto che «la sua resistenza è fantastica».

Perù, un ritorno «profondamente personale»

Il prefetto ha dedicato particolare attenzione alla tappa peruviana, presentandola come un ritorno carico di significato personale. «Questo è un luogo che gli ha dato il suo ministero e ha ispirato chi è come pastore», ha affermato a proposito di un Paese in cui Robert Prevost è stato missionario e vescovo per anni. Secondo quanto ha spiegato, il Papa si donerà lì «in una lingua che gli è fedele», perché «conosce queste strade».

Alvarado ha inoltre avvertito gli informatori che Leone XIV potrebbe improvvisare frequentemente, allontanandosi dai testi preparati, e ha chiesto loro di aiutare a trasmettere al mondo il suo messaggio di pace e di incontro. Quando le è stato chiesto perché visitare l’Uruguay, un Paese molto secolarizzato, ha risposto con un «Perché no?» e ha ricordato che il Vangelo è destinato a raggiungere tutti i luoghi.

Il programma illustrato da Bruni

Il direttore dell’Ufficio Stampa, Matteo Bruni, ha spiegato l’itinerario. Il viaggio, della durata di dodici giorni, prevede circa dodici voli e dieci città, e il Papa pronuncerà circa quaranta discorsi, tutti in spagnolo. L’Uruguay sarà visitato dal 6 all’8 novembre, con tappe a Montevideo, Paysandú e Florida, e sarà la prima visita papale dal 1988, quella di Giovanni Paolo II. L’Argentina, dall’8 all’11, include Buenos Aires, Córdoba e Luján; l’ultima visita di un Papa risale al 1987. Il Perù occuperà il periodo dall’11 al 17 novembre, con tappe a Lima, Chiclayo, Cuzco e Pucallpa.

Bruni ha sottolineato i temi della comunione, dell’incontro e dell’unità, nonché la chiamata universale alla santità, e ha citato santi e beati di ciascun Paese, come Santa Rosa da Lima, Mama Antula e il beato Giacinto Vera. Tra gli appuntamenti previsti figurano incontri con comunità agostiniane, con detenuti e con persone povere e vulnerabili, oltre che con vittime di abusi sessuali commessi da chierici, e la visita a zone colpite dallo sfruttamento ambientale.

Sulla salute del Papa, Bruni e Alvarado hanno concordato che l’agenda non è stata modificata perché Leone XIV sta molto bene e l’operazione ha risolto il problema senza lasciare conseguenze permanenti. Come in tutti i suoi viaggi, il Pontefice sarà accompagnato da un’équipe medica e infermieristica.

infovaticana.com


Pubblicato il 4 Novembre 2026