MEDICI UNITALSI, il pellegrinaggio è una esperienza per vincere lo scetticismo della aridità spirituale

“Se l’aridità spirituale è una delle motivazioni che spingono i volontari ad intraprendere l’esperienza del pellegrinaggio e del servizio al prossimo, noi vogliamo proporre una dinamica al contrario: partire dal pellegrinaggio per vincere lo scetticismo e superare l’aridità spirituale che avvolge la nostra società. Non è un sillogismo, ma una verità comprovata, perchè “fare servizio” è il modo migliore per essere vicini anche a se stessi”.

E’ quanto ha dichiarato Federico Baiocco, responsabile nazionale operatori sanitari UNITALSI, al termine dell’incontro formativo dei responsabili medici regionali, svoltosi a Roma il 17 e 18 febbraio.

Nell’occasione, è stato ribadito il percorso intrapreso dall’associazione da alcuni anni, per conoscere nel dettaglio le esigenze dei singoli malati che vengono in pellegrinaggio, per un servizio che possa “prendersi cura” della persona e delle sue esigenze.

“La scheda sanitaria – ha precisato Baiocco – deve diventare parte integrante della anagrafica, in modo da conoscere in anticipo tutte le esigenze di chi viaggia con noi o vive l’UNITALSI sui territori”.

In questo percorso, l’UNITALSI sta puntando molto sulla responsabilizzazione dei propri volontari in tutte le realtà locali.

“La formazione BLSD – ha precisato Baiocco – sarà attuata a livello locale, con la realizzazione di centri di formazione, per rispondere anche alle nuove normative sul primo soccorso in occasione di eventi o di incontri assembleari che la nostra associazione promuove con frequenza sui territori”.

All’incontro ha preso parte anche il Presidente Nazionale Unitalsi, Antonio Diella, che sul delicato tema etico del “fine vita” ha ribadito come “il medico unitalsiano deve farsi carico delle istanze di accompagnamento alla persona malata, nei confronti della quale ancora di più non basta un consenso informato ma è necessaria la condivisione di un percorso nella malattia, nel rispetto dei ruoli di ciascuno”.

L’incontro dei medici Unitalsi si è concluso con la partecipazione alla Santa Messa, alla quale fanno riferimento le immagini pubblicate.