DON ARICE, FATIMA E’ UN INVITO ALLA SPERANZA: DIO VUOLE IL NOSTRO BENE A OGNI COSTO

FATIMA (PORTOGALLO) : Si è aperto oggi, 1 aprile,  il convegno degli operatori sanitari dell’Unitalsi dedicato al tema “Significato del messaggio dopo 100 anni” organizzato ad un secolo dalle apparizioni nella località portoghese. Presenti oltre 30 operatori sanitari dell’Unitalsi provenienti da tutta Italia.

Dopo il saluto di Federico Baiocco, Responsabile Nazionale Medici Unitalsi ha preso la parola don Carmine Arice, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI che ha proposto un analisi storica e spirituale su Fatima. Partendo dalle vicende umane dei tre veggenti ha messo in evidenza come "non si può comprendere Lourdes se non si comprende Bernadette. Così non si può conoscere profondamente Fatima se non si entra dentro all’esperienza di Lucia, Giacinta e Francesco. Loro sono la chiave per capire Fatima e soprattutto quello che la Madonna ci ha voluto comunicare attraverso di loro".

Don Arice ha poi ripercorso la storia delle sei apparizioni che videro protagonisti i tre pastorelli ( 13 maggio 1917; 13 giugno 1917; 13 luglio 1917; 19 agosto 1917; 13 settembre 1917 e il 13 ottobre 1917) inquadrandole anche nel contesto storico del Portogallo di quegli anni segnato da un ateismo militante e persecutorio.

"La centralità del messaggio di Fatima – ha poi proseguito – sta nel messaggio che La Madonna consegna a Lucia "Io sono la Signora del rosario. Voglio una cappella costruita qui in mio omaggio; che continuino a a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra finirà e i soldati torneranno presto alle loro case; gli uomini non devono offendere il Signore che è già troppo offeso".

"Queste parole sono la chiave di volta per comprendere – ha concluso – citando Mons. Antonio Marito, vescovo di Leira-Fatima "Fatima non vuole essere uno spauracchio per l’umanità, né un’occasione forte per gente morbosamente curiosa e assetata di catastrofi, vuole essere invece un invito alla speranza che nasce dalla certezza che Dio vuole il nostro bene ad ogni costo".

L’intervento i Federico Baiocco ha poi concluso il primo giorno del convegno puntando l’attenzione al ruolo dell’operatore sanitario partendo da un parallelismo tra Lourdes e Fatima. "In entrambi casi – ha spiegato – sono i bambini i protagonisti e il mezzo con il quale la Madonna parla all’umanità. Attraverso di loro si chiede una profonda semplicità lasciando da parte ogni tipo di infrastruttura ideologica e culturale".

"In un certo senso Fatima – ha spiegato – sembra la continuazione di Lourdes dove c’è la centralità del malato e dove sono avvenute tante guarigioni inspiegate. A Fatima, invece, il messaggio è ancora più complesso e ci chiede di andare incontro a chi è nella sofferenza ogni giorno nella nostra missione di operatori sanitari".

"Uno stimolo – ha concluso – per essere sempre più vicini alla sofferenza e alla malattia. In questo senso la scienza, la medicina si deve coniugare con l’attenzione all’umanità di chi abbiamo di fronte trasformando l’operatore sanitario nello strumento dell’amore di Dio per l’uomo".