Samuele al fianco dei malati: “Lourdes è magica”

In pellegrinaggio con Unitalsi: promessa mantenuta, servizio agli ammalati, preghiere, visite ai musei e l’emozione del bagno nelle piscine

«Avevo promesso che sarei tornato. Ci sono viaggi che si misurano in chilometri e altri che si misurano nelle emozioni, negli incontri e in ciò che riescono a lasciare dentro di noi». Per il sestese Samuele Forlani il pellegrinaggio a Lourdes appartiene certamente alla seconda categoria.

Lo scorso anno aveva vissuto per la prima volta questa esperienza, tornando a casa dopo una promessa affidata alla Madonna: «Io ho dato tutto me stesso, se tu vorrai ci sarò anche l’anno prossimo». E quest’anno Samuele è tornato. È partito da Como per Lourdes insieme ai volontari e ai pellegrini Unitalsi, pronto ancora una volta a mettersi al servizio degli ammalati. Non semplicemente un pellegrinaggio ma la continuazione di un cammino iniziato dodici mesi prima e rimasto vivo nel suo cuore. Tra assistenza ai malati, turni in reparto, momenti di preghiera, nuove esperienze e piccoli gesti quotidiani di attenzione verso chi aveva bisogno di aiuto, Samuele ha vissuto giornate intense, faticose e fortemente emozionanti. Al ritorno a Sesto, ha scelto di raccontarle in prima persona con parole semplici, nelle quali emergono la fatica del servizio, la gioia di stare insieme, la fede e quella particolare atmosfera che rende Lourdes un luogo difficile da dimenticare.

«Il viaggio è stato scorrevole e alle 9 di mattina, recitando il rosario e cantando l’Ave di Lourdes siamo arrivati e abbiamo scaricato le valigie. Sono andato al reparto del nostro ospedale», racconta Samuele, «Il Salus, ad accogliere gli ammalati. Quest’anno il mio compito è stato la sala: secondo turni prestabiliti dovevo aiutare gli ammalati a lavarsi, mettersi a letto e preparali alle varie funzioni, e ovviamente dovevo occuparmi delle pulizie del piano e delle camere, unite a qualche coccola la sera: the, caffè, camomilla, qualche caramella e biscottino. Ho vissuto giornate intense e stancanti», prosegue il suo raccolto il giovane sestese, «ma l’aria di Lourdes è magica e fa sembrare tutto più sereno. Anche il meteo è stato dalla nostra parte: non ha mai fatto troppo caldo né troppo freddo. Oltre alle varie emozioni che avevo già vissuto l’anno scorso, questa volta ho potuto vedere il Museo dei Miracoli dove si spiega ogni miracolo riconosciuto e il Museo di Santa Bernadette dove si raccontano le varie apparizioni. Nelle pause del servizio sono andato al cimitero a pregare sulla tomba di padre Giacomo, un veggente che fa miracoli, e sulla tomba degli Unitalsiani morti a Lourdes e sepolti lì».

L’aspetto più emozionante di tutto il pellegrinaggio è stata l’opportunità di fare il bagno nella piscina: «Esperienza unica e irripetibile. Ogni anno al ritorno», conclude Samuele Forlani, «un pezzo di cuore rimane là e il resto ritorna con te, pronto ad affrontare un nuovo anno, rinnovando l’invito a ritornarci l’anno successivo. Il vero pellegrinaggio inizia adesso, dicono, e allora zaino in spalla, scarpe ai piedi, una ramazzata ai vestiti e via: si pensa già all’anno prossimo».


Pubblicato il 2 Novembre 2026