Il ministro Musumeci ha preso parte al raduno interregionale nella città-simbolo del terremoto del ’76, che fece da catalizzatore per la nascita del servizio nazionale. Presente anche una delegazione Unitalsi
Si è svolto a Gemona del Friuli, nel Triveneto, il raduno della Protezione Civile dedicato anche alla memoria del terremoto che nel 1976 colpì duramente il Friuli. Un appuntamento che ha richiamato l’importanza della prevenzione e dell’organizzazione del sistema di Protezione Civile, nel ricordo della figura di Giuseppe Zamberletti, considerato il padre della moderna Protezione Civile italiana.
A rappresentare l’Unitalsi è stato Enrico Broccanello, responsabile del settore Protezione Civile e consigliere nazionale dell’Associazione, presente all’interno della Colonna Mobile Nazionale del Dipartimento di Protezione Civile.”La prevenzione è il centro di tutto – sottolinea Brocanello – e la presenza dell’Unitalsi all’interno della Colonna Mobile Nazionale testimonia il valore delle competenze e delle specialità che compongono il sistema di Protezione Civile. Accanto alle colonne regionali, che presidiano quotidianamente il territorio, esiste una rete nazionale fatta di professionalità e realtà diverse, chiamate a collaborare e a mettere in comune le proprie competenze”. Una presenza, quella dell’Unitalsi, che conferma il valore dell’impegno dell’Associazione anche nelle situazioni di emergenza e nella costruzione di una cultura della prevenzione, attraverso una sempre maggiore integrazione e sinergia con tutte le componenti del sistema nazionale di Protezione Civile.
Una grande sfilata ha attraversato, domenica 4 ottobre, le vie di Gemona del Friuli, a conclusione del Raduno interregionale del volontariato del Nord Italia. L’iniziativa rientra nelle commemorazioni per il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976. Il corteo ha riunito le delegazioni dei volontari provenienti dalle Regioni e Province autonome del Nord Italia, insieme al Dipartimento nazionale della Protezione Civile e ai partner transfrontalieri di Carinzia, Slovenia e Istria. La sfilata si è conclusa alla caserma Goi-Pantanali. Alle cerimonie ufficiali hanno partecipato il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi.
Nel corso della giornata è stato ricordato il valore del Modello Friuli, considerato un riferimento per la nascita e lo sviluppo della moderna Protezione Civile italiana. Un riconoscimento è andato anche ai circa 400 volontari impegnati nei giorni precedenti in esercitazioni e simulazioni operative sul territorio.
“L’Italia è un paese fragile, la vulnerabilità purtroppo interessa dal Nord al Sud, il volontariato costituisce la colonna portante, il nerbo di questo straordinario sistema di Protezione Civile, lavorare per la prevenzione, questo è quello che ha insegnato Zamberletti, dopo 50 anni, un ricordo a chi non c’è più, ma anche la volontà di rinnovare un impegno che dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia deve avere tutti mobilitati” – ha dichiarato il Ministro Musumeci.
L’assessore Riccardi ha tracciato un bilancio di questi 50 anni: “Un bilancio importante, anche nel corso della giornata di ieri, tanta esperienza a confronto, tanta volontà di cooperare insieme, tanta necessità di conoscerci perché poi alla fine ti devi conoscere per fidarti, quando devi prendere decisioni difficili e sei davanti a delle scelte che possono condizionare la vita delle persone, è un’esperienza importante”.

Pubblicato il 7 Ottobre 2026





