
In ascolto tra corpo e spirito
Al pensiero di rivedere il Pontefice in quei luoghi che hanno riscritto la sua esistenza, Antonietta freme. “Penso che già tutto quello che dice nelle sue omelie, nei suoi incontri e nelle udienze del mercoledì faccia percepire il suo carisma e la sua vicinanza alle persone più fragili e più deboli”, racconta. “Credo quindi che tutto ciò che dirà a Lourdes potrà riempire il cuore di tante persone che in questo momento soffrono, sia nel corpo sia nello spirito. Sarà sicuramente di grande aiuto per loro”. I giorni del Papa nella cittadina francese intrecceranno infatti preghiera e incontro, silenzio e parola: spirito e corpo, due facce della stessa medaglia, che spesso condividono anche lo stesso dolore.
Il patimento di un corpo che, dopo la diagnosi, sembrava spegnersi lentamente, trascinando con sé anche lo spirito. E dove questo sembra arrendersi, la paura trova spazio per insediarsi. Sopraggiunge, viene naturale. Ma quando Antonietta si immerge nella piscina di Lourdes, una voce leggera rompe il consueto, il razionale: Non temere. Eppure lei teme, al punto da custodire in silenzio, la scoperta di poter camminare di nuovo. Solo più tardi trova la forza di dirlo, perché comprende che il suo vescovo, monsignor Francescantonio Noè, aveva ragione: “Mi disse che questo dono non era per me, ma per tutti quanti”.
“Non avere paura”
Da allora Antonietta è volontaria dell’Unitalsi. Ascolta, prega, o semplicemente ripete ciò che la Madonna l’ha incoraggiata a fare a Lourdes: “Non avere paura”. Perché la vicinanza non si misura con gli occhi. E perché dei miracoli si legge spesso, ma si smette di crederci, finché “qualcosa di simile succede anche a te”.
Pubblicato il 21 Settembre 2026

