Giornata del Malato Unitalsi di Sondrio e Como: “Il malato è il centro e ci evangelizza con il suo sorriso”

Celebrata a Madonna di Tirano la Giornata diocesana del malato con Monsignor Luciano Capelli e le sottosezioni dell’Unitalsi.

“Se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”, come abbiamo ascoltato nel Vangelo. E noi siamo ben più di due o tre». Almeno trecento in piazza Basilica. Senza considerare i fedeli all interno del Santuario. Insomma, anche quest anno in molti hanno partecipato alla Giornata diocesana del malato organizzata a na di Tirano dalle sottosezioni di Sondrio e Como dell’Unitalsi.

L’accoglienza
Ad accogliere i pellegrini è stato monsignor Luciano Capelli, vescovo emerito di Gizo (Isole Salomone). Con grande saggezza e umanità, ha rivolto agli ammalati parole di conforto e di speranza. «Siamo qui per chiedere un grande miracolo oggi. Non la guarigione in sé, ma il fatto di saper dare valore alla sofferenza. In altre parole, il miracolo di un cuore nuovo, in grado di vivere la prova e la malattia come momento di gioia e di salvezza», ha detto. Attorno all altare allestito all ingresso della basilica ieri mattina c erano anche don Giovanni Corradini, assistente ecclesiastico dell’Unitalsi di Como, don Battista Rinaldi, canonico del capitolo del Santuario, e don Claudio Puratti. E poi il rettore don Giuseppe Romanò e i canonici don Ferruccio Citterio e don Federico Pelicon per l’animazione liturgica. Proprio loro, al termine della messa, hanno voluto ringraziare Duilio Villa, dente della Polizia locale, che ha garantito l’ordine pubblico e che – durante la consacrazione, momento centrale di tutta la celebrazione -ha fermato il traffico. «Un gesto di vera devozione e di grande umanità», hanno detto i sacerdoti. All’inizio della messa, la presidente della sottosezione di Sondrio, Lorena Franzini, ha rivolto un saluto a tutti i presenti, anche a nome del collega di Como, Maurizio Butti, presente a sua volta assieme alle dame e ai barellieri che da anni accompagnano gli ammalati in pellegrinaggio a Lourdes e ai grandi santuari internazionali. Tra cui quello della Madonna di Tirano, definito dal vescovo Luciano – da buon tiranese – «il più bello di tutti».

Le origini
Nell’omelia, monsignor Capelli è andato indietro nel tempo, fino al 1903, quando nacque l’Unitalsi. «Il fondatore, Giovanni Battista Tomassi, andò a Lourdes con un proposito: se non fosse guarito, si sarebbe tolto la vita. Non guarì, è vero, ma nemmeno si uccise, perché ricevette un grande miracolo: aver assistito all amore dei volontari per i malati». Da lì l’idea di fondare un opera per donare speranza e consolazione alle persone sofferenti. «L’ammalato è il centro, colui che evangelizza con la sua fede, la sua pazienza, il suo sorriso». Ancora oggi, «i volontari sono animati da tre pilastri: preghiera, carità operosa e gioia. Così facendo, nei santuari gli infermi si sentono amati e vivono la loro malattia come impegno, come una missione».

di Filippo Tommaso Ceriani – La Provincia di Sondrio


Pubblicato il 7 Settembre 2026