La carezza di papa Prevost ai più fragili a San Pietro in Ciel d’Oro. Papa Leone XIV non ha soltanto incontrato la fragilità ha insegnato a tutti come stare
Le mani stringono mani e accarezzano il volto di chi soffre. Una presenza che diventa conforto e sollievo per i più fragili. La folla in piazza San Pietro in Ciel d’Oro – 1.800 fuori e dentro la Basilica, secondo le autorità – si commuove quando Papa Leone XIV percorre con incedere solenne il tappeto rosso verso la chiesa che custodisce le spoglie di Sant’Agostino. «Siate tutti segno di amore e carità nel mondo» è il messaggio del Pontefice ai tanti volontari delle associazioni di ammalati e disabili, da Anffas a Unitalsi, l’Unione nazionale italiana Trasporto ammalati, passando per la miriade di altre realtà solidali, che hanno accolto il Santo Padre nella tappa chiave e più spirituale della giornata.
Familiari e volontari
Lungo il percorso, all’ombra provvidenziale dell’albero al centro della piazza, ci sono loro, i più fragili, ma anche chi a loro si dedica ogni giorno. Come Marianna Zuccarello, che spinge la sedia a rotelle della sorella Angela: «Ha voluto portare un disegno da regalare al Pontefice, ci teneva tanto», dice con gli occhi lucidi. Per Fabio Pirastu, presidente della sezione pavese Uildm, l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, la visita del Papa «è un momento importante per la città e per il mondo delle associazioni di Pavia: bellissimo vedere come il sociale sia la base dei movimenti di aiuto nella nostra città».
“Una città più unita”
In prima fila, protetta da un cappellino giallo, c’è anche Elena Madama, investita e ferita gravemente da un’auto in Strada Nuova nel novembre del 2014, quando era consigliera comunale: «Per me è una grande emozione, non pensavo di viverla così forte. Ma questo evento ha avuto anche il merito di unire la città, al di là del proprio credo e dell’aspetto religioso. Un momento anche laico, quindi, e per questo ancora più significativo. Indimenticabile». Anita Napoli, 96 anni, arriva da Milano ed è accompagnata dalla figlia, che abita in un paese a due passi da Pavia: «Per me è la seconda volta che lo vedo: sono contentissima perché io Leone XIV l’ho visto quando è diventato Papa, ero a Roma. L’età non mi ferma».
I giovani
Ai lati del tappeto rosso, con le bandierine gialle e gli striscioni di benvenuto, ci sono i ragazzi disabili dell’associazione “La Chiocciola” di Garlasco: «É un’associazione gestita dalle famiglie attraverso la nostra presidente Annalisa Zanotti: oggi seguiamo 40 ragazzi, abbiamo una casa famiglia e un’altra che sta nascendo per il “dopo di noi” – spiega una volontaria –. Essere qui oggi è per noi molto importante: il Pontefice ci ha fatto un regalo bellissimo con la sua presenza». Per Giovanna Garcìa, origini peruviane ma a Pavia da tantissimi anni, la visita del Papa «è un’emozione, soprattutto per noi che lavoriamo con la disabilità e dobbiamo fare i conti tutti i giorni con la sofferenza delle persone: il Papa ci ha fatto un grande dono».
L’impegno
Gianluigi Tacchini, di Unitalsi, parla dell’attività dell’associazione durante l’attesa dell’arrivo del Papa in piazza:«Facciamo ogni anno pellegrinaggi per i santuari mariani, oggi non potevamo non essere qui a Pavia, per il santo Padre». Il Papa e il legame con Sant’Agostino spiegano bene i sentimenti di gioia dei volontari dell’associazione che del Vescovo di Ippona porta il nome: «Siamo nati grazie ai padri agostiniani nel 1981, per merito e volere in particolare del priore Giovanni Scanavino – racconta Elisabetta Carini, coordinatrice del centro diurno della Cooperativa Sant’Agostino –. La nostra prima casa famiglia era dove c’è la foresteria, accanto alla Basilica. Per noi quindi è una gioia doppia: portiamo Sant’Agostino nel cuore». Oggi la cooperativa ha sede a Cascina Loghetto, in zona Ponte di Pietra, e può contare sull’aiuto di tanti volontari.
Visita attesa
La visita del Pontefice a Pavia era attesa da tutti loro: «Quando abbiamo saputo che un priore dell’ordine degli agostiniani era diventato Papa abbiamo subito pensato che sarebbe venuto a Pavia. Così è stato – aggiunge una volontaria –. Anche se ce lo aspettavamo, questa giornata è una grande emozione per tutti noi e per coloro che si occupano di disabilità e fragilità».
Eugenia Lanzillotta ha atteso con pazienza il Pontefice a pochi metri dall’ingresso della Basilica: «Una giornata meravigliosa. Anche se tutti ci aspettavamo la presenza del Pontefice a Pavia, vederlo davvero nella nostra città è un’emozione indescrivibile. Pavia, peraltro, ci ha guadagnato, perché la visita ha dato un profondo senso di comunità. La città è apparsa più unita, anche nell’organizzazione dell’evento».
Maria Fiore, La Provincia Pavese
Pubblicato il 22 Giugno 2026










