Dalla Spagna Papa Leone: “la comunicazione non è mai neutra. Parole e immagini possono ferire e dividere”

Serve prestare attenzione al linguaggio che si utilizza “scritto, orale e, nell’ambiente digitale”, dice il Pontefice da Madrid, con l’invito a imparare il rispetto dell’avversario dallo sport.

“Nei vari ambiti dell’attività umana dobbiamo prestare attenzione al linguaggio che si utilizza: scritto, orale e, nell’ambiente digitale, anche quello delle immagini perché la comunicazione non è mai neutra”. Lo ha detto Papa Leone XIV nell’intervento tenuto alla Movistar Arena di Madrid, il 7 giugno, durante il viaggio che sta svolgendo in Spagna.

“Ogni espressione comunica, trasmette, può ferire o guarire, distruggere aspettative o aprire nuovi orizzonti, seminare divisione o risvegliare la speranza nella possibilità di costruire insieme qualcosa di genuinamente umano”, ha detto prendendo parte all’incontro ‘Tessere reti con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport‘. Secondo il pontefice, la nostra società “possiede una straordinaria capacità di produrre, innovare e comunicare; tuttavia, sembra che abbiamo ancora bisogno di imparare a custodire l’anima di ciò che essa genera. Altrimenti, corriamo il rischio di essere esperti nei mezzi di comunicazione ed efficaci nella produzione, ma incerti sul perché, a quale scopo, con chi e per chi si produce”. “In questo contesto, la Chiesa, consapevole sia dei propri successi che dei propri errori nel corso della storia, desidera rimanere in dialogo con il mondo contemporaneo”, ha aggiunto.

Imparare dallo sport
“Tessere reti – ha detto riferendosi proprio all’appuntamento – è quindi un dialogo tra istituzioni incentrato sulla dignità umana. Ciò implica, ad esempio, che l’università non volti le spalle al mondo del lavoro né rinunci alla verità; che l’attività imprenditoriale non consideri il dipendente come un semplice fattore nell’equazione dei propri interessi; che l’arte non abbia come unico fine le élite; che lo sport non sia ridotto a spettacolo o trasformato in mero business; che il progresso tecnologico tenga conto degli anziani, dei poveri e di coloro che non hanno voce”. “Permettetemi infine di rivolgere la vostra attenzione a un mondo che non mi è estraneo – conclude il Pontefice -: quello dello sport. Pensiamo a quanti di noi hanno imparato il rispetto per l’avversario su un campo di gioco piuttosto che ascoltando un discorso. Quanti sportivi ci insegnano a perdere senza odiare, a vincere senza umiliare o a rialzarsi dopo essere caduti”, ha concluso. primaonline.it


Pubblicato il 9 Giugno 2026