Dare opportunità, costruire autonomia, restituire dignità attraverso il lavoro: è questo l’obiettivo di molti progetti sostenuti dai fondi dell’8xmille della CEI, dedicati all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e fragilità sociali. Dai tirocini ai laboratori protetti, fino ai percorsi di autonomia, queste iniziative trasformano il lavoro in uno strumento concreto di integrazione e crescita. Ne parliamo con don Giuseppe Di Santo, direttore della Caritas delle Diocesi di Cerreto-Sannita, Telese-Sant’Agata de’ Goti.
In che modo i fondi dell’8xmille contribuiscono concretamente a sostenere l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità nella vostra diocesi?
I fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica rappresentano per la nostra diocesi uno strumento fondamentale per trasformare i bisogni dei nostri fratelli e sorelle più fragili in opportunità concrete di inclusione e autonomia. Grazie a questi fondi siamo riusciti a sostenere e consolidare il progetto “Dolcemente”, un laboratorio di pasticceria sociale nato nel 2018 dalla collaborazione tra Caritas diocesana e la Cooperativa sociale di Comunità “iCare”.

L’obiettivo non è soltanto offrire un’attività occupazionale, ma costruire un vero percorso di crescita personale e professionale per persone con disabilità e fragilità psichiche. Attraverso il laboratorio, i ragazzi e i giovani coinvolti acquisiscono competenze pratiche nella preparazione di dolci e nella gestione di piccoli catering, imparano a lavorare in gruppo, a relazionarsi con gli altri e a confrontarsi con responsabilità e ritmi lavorativi reali. I fondi dell’8xmille ci hanno consentito di creare spazi adeguati, coinvolgere professionisti ed educatori, acquistare attrezzature e soprattutto dare continuità a un’esperienza che oggi coinvolge circa trenta ragazzi. È un investimento che produce non solo formazione lavorativa, ma anche dignità, fiducia e partecipazione alla vita della comunità.
Quali sono le principali difficoltà che le persone con disabilità incontrano oggi nel mondo del lavoro, e come la Chiesa può aiutare a superarle?
Le persone con disabilità fisica e psichica incontrano ancora oggi molte difficoltà nell’accesso al lavoro. Spesso il primo ostacolo è culturale: esistono ancora pregiudizi e timori che portano a sottovalutare le capacità e il contributo che queste persone possono offrire. A questo si aggiungono la scarsità di percorsi formativi adeguati, la mancanza di ambienti realmente inclusivi e il rischio di isolamento sociale, soprattutto per chi vive situazioni di disagio psichico o autismo.
Molte famiglie, inoltre, vivono con preoccupazione il futuro dei propri figli adulti, soprattutto quando terminano i percorsi scolastici o socio-riabilitativi e si trovano senza prospettive concrete di inserimento. La Chiesa può svolgere un ruolo importante proprio perché è profondamente radicata nel territorio e nelle relazioni umane. Può creare reti tra famiglie, Istituzioni, volontari, professionisti e imprese; può promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’inclusione; può accompagnare le persone in percorsi personalizzati che valorizzino talenti e potenzialità.
Esperienze come “Dolcemente” dimostrano che il lavoro non deve essere considerato soltanto uno strumento economico o riabilitativo, ma una possibilità reale di autonomia, dignità e partecipazione alla vita sociale. La sfida è aiutare questi ragazzi non solo a lavorare, ma a sentirsi parte viva della comunità.
Può raccontarci un progetto o un’esperienza significativa della diocesi di Cerreto legata all’8xmille che ha avuto un impatto positivo su inclusione e occupazione?
Uno dei progetti più significativi della nostra diocesi è sicuramente “Dolcemente”, la pasticceria sociale promossa dalla Caritas diocesana insieme alla Cooperativa sociale “iCare”. È un’esperienza nata nel territorio della nostra Diocesi, situata nel Sannio beneventano, grazie anche al sostegno dei fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica.
Il progetto è nato dall’ascolto concreto dei bisogni del territorio: molte persone adulte con disabilità erano escluse sia dai percorsi formativi sia dai contesti lavorativi. Da qui l’idea di creare un laboratorio capace di unire formazione, inclusione e prospettive occupazionali reali. Oggi “Dolcemente” è molto più di una pasticceria sociale. È un luogo dove ognuno viene accompagnato secondo le proprie capacità e inclinazioni, dove si imparano competenze professionali ma soprattutto si costruiscono relazioni, fiducia e autonomia. I ragazzi partecipano alla produzione di dolci, alla preparazione di catering e alla vendita dei prodotti, vivendo un’esperienza concreta di responsabilità e collaborazione.
La cosa più bella è vedere come questo progetto abbia cambiato non solo la vita dei ragazzi, ma anche lo sguardo delle nostre piccole comunità. I genitori trovano un ambiente accogliente e sicuro per i propri figli; i volontari e gli operatori costruiscono ogni giorno relazioni autentiche; il territorio riscopre il valore dell’inclusione. Tra il profumo di crema e cioccolato, ogni giorno si rinnova un messaggio semplice ma forte: nessuno deve essere lasciato indietro. Ed è proprio questo il senso più profondo dell’8xmille: trasformare la solidarietà in opportunità concrete per le persone.
Pubblicato il 18 Maggio 2026

