Unitalsi Emiliano Romagnola a convegno “Felicemente responsabili”. Rilanciare il valore del pellegrinaggio e del servizio

Dalla centralità del pellegrinaggio come esperienza di fede e fraternità alla necessità di uno stile fondato su ascolto, gentilezza e unità. Dal Card Zuppi, all’Assistente Mons Pennacchio al Presidente Palese, nuova rotta per il futuro e il coinvolgimento dei giovani.

Anna Rosa Fava, coordinatrice del congegno ha aperto l’incontro organizzato l’11 aprile presso il Seminario Arcivescovile Villa Revedin di Bologna, un momento di incontro, riflessione e rilancio del cammino associativo. Il titolo scelto, “Volontari 2026–2031: felicemente responsabili”, racchiude il senso profondo dell’appuntamento: guardare al futuro con consapevolezza, entusiasmo e spirito di servizio. Fava ha inaugurato il convegno con una modalità partecipativa e informale: attraverso una serie di domande dirette, coinvolgendo i presenti per sondare il loro livello di esperienza nel volontariato e nelle attività dell’associazione, dai pellegrinaggi a Lourdes e Loreto fino alla conoscenza della figura di Bernadette Soubirous. Un espediente utile a “fotografare” la partecipazione e introdurre il tema dell’incontro. Il discorso si collega al convegno dell’anno precedente, dedicato al volontariato come strumento per “preparare il futuro”. In un contesto segnato da crisi economiche, sociali e ambientali, il volontariato emerge come scelta impegnativa ma necessaria, da vivere con coraggio, credibilità e spirito costruttivo.

Guardando al prossimo ciclo 2026-2030, Fava ha sottolineato l’importanza di garantire continuità a un percorso di crescita e trasformazione dell’associazione, in vista anche del cambio di guida. In questo quadro viene rivolto un sentito ringraziamento alla presidente della Sezione Emiliano Romagnola, Anna Maria Barbolini, riconosciuta come figura determinante per lo sviluppo recente: una leadership energica e visionaria, capace di affrontare anche decisioni difficili e impopolari. Il senso profondo del volontariato: un servizio che trova la sua ricompensa nella felicità e nella condivisione. Essere “felicemente responsabili” significa vivere il servizio non come un peso, ma come una scelta libera e gioiosa, orientata al bene degli altri, in particolare delle persone più fragili.

Il pellegrinaggio
Il pellegrinaggio come cuore dell’esperienza associativa e il servizio come espressione concreta di prossimità: sono questi i temi al centro degli interventi del Presidente della Cei e Arcivescovo di Bologna, il Cardinale Matteo Zuppi, dell’Assistente Nazionale Rocco Pennacchio e del Presidente Rocco Palese. Il Presidente Palese ha ribadito con forza che il pellegrinaggio non può essere ridotto a semplice organizzazione logistica, ma rappresenta il fondamento della missione dell’associazione: accompagnare malati, fragili e persone in cerca di speranza. Tre i pilastri indicati: cammino di conversione, incontro con la fragilità e scuola di fraternità. Un’esperienza che richiede lentezza, ascolto e autenticità, in contrasto con la fretta e la superficialità della società contemporanea.

Il presidente nazionale ha inoltre richiamato i volontari a uno stile di servizio fondato sul rispetto della persona, evitando ogni forma di protagonismo o assistenzialismo. Centrale la formazione, per garantire relazioni autentiche e dignitose con chi vive condizioni di fragilità.

Nel suo intervento, il Cardinale Zuppi ha sottolineato l’importanza di coniugare spiritualità e concretezza, valorizzando la dimensione relazionale e affettiva del servizio. Le difficoltà interne e le divisioni, ha osservato, si superano camminando insieme e mettendo al centro ciò che unisce. In un contesto segnato da solitudine e sofferenza, anche a livello globale, Zuppi ha evidenziato il ruolo del volontariato come risposta umana e spirituale ai bisogni più profondi, invitando a uno stile fatto di gentilezza, attenzione e prossimità.

Tutti gli interventi hanno infine richiamato la necessità di coinvolgere le nuove generazioni attraverso la testimonianza concreta: non parole, ma esperienze vere e significative, capaci di attrarre. L’obiettivo condiviso è chiaro: custodire l’identità dell’Unitalsi e rafforzarne la missione, continuando a portare speranza e “un pezzo di cielo” nella vita delle persone più fragili. L’appuntamento si è concluso con un rinnovato impegno condiviso a proseguire il cammino dell’Unitalsi nel segno della corresponsabilità, della formazione e della cura delle relazioni. Un percorso che, come richiamato dai relatori, dal Cardinal Zuppi, dall’Assistente Pennacchio fino al Presidente Palese punta a rafforzare l’identità associativa e a rendere sempre più concreto il servizio verso i più fragili, nella prospettiva di una comunità unita, accogliente e capace di generare speranza.

 

 

 


Pubblicato il 16 Aprile 2026