L’Unitalsi di Verona in novecento a Lourdes. Tanti giovani e un forte bisogno di spiritualità

Quasi novecento persone sono partite ieri mattina, dal binario 1 della stazione di Porta Nuova, a bordo del convoglio organizzato dalla sezione veronese Unitalsi per il tradizionale pellegrinaggio a Lourdes.

È sempre emozionante assistere alla partenza del treno per Lourdes. Si tratta del convoglio speciale organizzato dalla sezione veronese dell’Unitalsi, partito nella mattinata di ieri, 6 aprile, dal binario uno della stazione di Porta Nuova.

Numeri e guida
Sono 816 i pellegrini in viaggio per incontrare – nuovamente per molti, per la prima volta per altri – «acquerò» (che tradotto dall occitano significa «quella là») come santa Bernadette Soubirous chiamava la Madonna che le apparve nella grotta di Massabielle l 11 febbraio 1858. Oggi si uniranno a loro anche le persone in partenza in aereo. Guida spirituale del pellegrinaggio diocesano sarà il vescovo Domenico Pompili.

La presentazione
«I partecipanti sono una decina in meno rispetto all anno scorso, ma il numero resta comunque molto alto. È un ottimo risultato, soprattutto alla luce delle incertezze che si registrano a livello internazionale», sottolinea il presidente dell’Unitalsi di Verona, Raffaello Ferrari. «Questo dimostra che c è cora un forte bisogno di vivere un cammino spirituale come quello verso Lourdes. Tante persone continuano a sentire il richiamo di questo viaggio, sia come esperienza di fede sia come momento di condivisione e servizio».

Una lunga storia
Quello di quest anno è il sessantasettesimo pellegrinaggio a Lourdes promosso dall’Unitalsi. «Il tema scelto», aggiunge Ferrari, «è “Ave, piena di grazia”. Un annuncio che parla a tutti noi, che diventa occasione di ricarica spirituale e una vera boccata d ossigeno per la fede. Per noi è sempre una grande gioia partire», spiega il presidente dell’Unitalsi, «perché ogni viaggio porta con sé storie, incontri e speranze. Andiamo a Lourdes con il cuore aperto, pronti ad accompagnare chi è più fragile e a vivere insieme un esperienza che, ogni volta, lascia un segno profondo». Il pellegrinaggio si caratterizza anche quest anno per una partecipazione ampia e articolata. Il gruppo è composto anche da 27 sacerdoti, 145 tra malati e accompagnatori e 280 volontari tra «barellieri» e «sorelle», di cui una settantina alla prima esperienza. Completano la formazione 105 ragazze e ragazzi under 30 che hanno aderito alla proposta di Unitalsi Giovani Verona di vivere un esperienza dedicata di servizio al fianco dei più fragili.

Una novità
E tra loro c è, quest anno per la prima volta, anche un gruppo di 35 adolescenti dai 14 ai 17 anni che provengono da diverse realtà del rio, con un gruppo numeroso da Valeggio, alcuni da Monteforte e altri da varie parrocchie della diocesi. «Proprio l’esperienza con i giovani non ancora maggiorenni rappresenta la principale novità di quest anno, accolta con entusiasmo e grande voglia di mettersi in gioco», osserva Ferrari. «Per loro è stato organizzato un vero e proprio campo scuola all interno dell esperienza. Al mattino svolgono servizio, mentre nel pomeriggio partecipano a momenti di testimonianza e zione», spiega. Li accompagna don Matteo Selmo, vice assistente dell Unitalsi con delega alla pastorale dei giovani e delle persone con disabilità. di Laura Perina, L’Arena


Pubblicato il 7 Aprile 2026