Unitalsi di Albano: i 18 anni di Eleonora: un “sì” che profuma di servizio”

Ci sono compleanni che restano nel cuore. Quello di Eleonora è stato uno di questi. Ieri ha voluto festeggiare i suoi 18 anni non solo con la sua famiglia, ma con tutta la famiglia dell’Unitalsi – Sottosezione di Albano e, soprattutto, con i malati. Un gesto che dice tutto di lei. Eleonora ha iniziato il suo cammino a Lourdes quattro anni fa. Anno dopo anno, pellegrinaggio dopo pellegrinaggio, quel servizio è cresciuto dentro di lei, fino a diventare una scelta profonda. Quest’anno, raggiunta la maggiore età, ha indossato per la prima volta la divisa ufficiale di dama dell’Unitalsi. Non è stato solo un passaggio formale: è stato un momento radicato nell’anima. Ha sentito forte il trasporto verso i malati, quella chiamata silenziosa che diventa “eccomi”. In un tempo in cui tanti giovani cercano altrove distrazioni e strade diverse, Eleonora ha detto il suo “sì”, il suo “eccomi” a Maria, scegliendo di servire.

È qualcosa che commuove profondamente. Prima che iniziasse la festa, una candela è stata accesa nella cappellina della sede a Maria, affidando a Lei il cammino di Eleonora. Il Presidente Pietro Corti le ha letto una dedica che racchiudeva tutto l’augurio della famiglia Unitalsi: “Resta autentica, resta splendente, resta tu.” “I giovani, ha dichiarato lo stesso Presidente Pietro Corti, sono il nostro futuro. Nel mio mandato, la mia più grande vocazione è proprio quella di coinvolgere i giovani. Sono loro che ci fanno sperare, che ci permettono di guardare avanti con fiducia. Festeggiare in sede i 18 anni di Eleonora ci ha dato la certezza che un seme continua a crescere. I nostri malati hanno un futuro assicurato, perché Eleonora, come tanti altri giovani entrati nella nostra sottosezione, con il loro entusiasmo stanno portando una ventata di freschezza e di servizio vero. La loro dedizione lascia una carezza nell’anima.” E forse è proprio questa l’immagine più bella: una carezza nell’anima. Il compleanno di Eleonora non è stato solo una festa, ma un segno. Un segno che il bene continua, che il servizio si rinnova, che l’amore donato ai più fragili trova nuove mani, nuovi cuori pronti a dire “sì”. E in quel “sì” c’è già il futuro.


Pubblicato il 16 Febbraio 2026