Gli oltre 50 ragazzi, dai 14 ai 35 anni, provenienti dalle diverse sottosezioni abruzzesi, insieme ai responsabili del Consiglio, ad alcuni presidenti di sottosezione, e soprattutto agli amici con disabilità, hanno vissuto due giorni pieni di gioia, di divertimento, di spensieratezza, di grandi emozioni, nella fraternità che sa offrire lo stare insieme unitalsiano nella condivisione.
Il pomeriggio di sabato e la mattina della domenica sono state caratterizzate da due belle camminate “guidate” per il centro di Napoli, sabato sera è stata celebrata la S. Messa dall’Assistente di Sezione Don Antonio Ginaldi, che già dall’arrivo, la mattina, ha spiegato ai ragazzi il senso del nostro stare insieme, dall’importanza di conoscersi per imparare a volersi bene, allo scegliere di camminare insieme, per scoprire quanto sia bello aiutare, nel servizio, chi ha più difficoltà e sorprendersi della gioia che, donando, riceviamo. Abbiamo chiesto ad alcuni di loro di raccontare le loro impressioni, cosa si sono riportati a casa, un sentimento, un’emozione, un’azione, che ricorderanno spesso nella loro quotidianità e che possa arricchire il cuore e rendere speciale la loro amicizia. Abbiamo anche scelto di riportarle per intero, non ci sembrava giusto ridurle, perché crediamo esprimano ed abbiano centrato perfettamente quello che, come Sezione, volevamo regalare loro. L’Unitalsi Abruzzese ha voluto fortemente questo pellegrinaggio, nella speranza che questi ragazzi potessero scoprire in se’ stessi le stesse doti della “piccola Bernadette”, per fargli emozionare nel vivere un’esperienza di Servizio nella fraternità, nella condivisione delle diversità e arrivare a toccare con mano il Vangelo nell’amore gratuito verso l’altro. E dopo queste testimonianze, siamo certi di esserci riusciti.
“Grazie all’Unitalsi di Sulmona e ai ragazzi della sottosezione di Pescara che ho conosciuto a Lourdes a Settembre 2024 – racconta Flavia della sottosezione di Sulmona – ho trascorso un meraviglioso fine settimana a Napoli. Quest’anno è il mio secondo anno con l’Unitalsi ed è meraviglioso, sto davvero bene quando sono con l’Unitalsi; a Napoli mi hanno organizzato una festa di compleanno veramente speciale, il migliore compleanno, magico, pieno d’amore e gioia. Per me l’Unitalsi sarà sempre una grande famiglia. Adoro i giovani dell’Unitalsi e gli voglio un mondo di bene, li porto sempre nel cuore, adoro la grande famiglia unitalsiana, con voi ho conosciuto persone davvero bellissime e speciali, mi avete regalato tutti voi, forti emozioni e nuove amicizie”
Per Francesca della sottosezione di Giulianova: “Il viaggio a Napoli con l’UNITALSI è stato un’esperienza profondamente toccante per me. Ogni momento trascorso con queste persone straordinarie ha arricchito la mia anima. È qualcosa di unico prendersi cura di loro, persone che con un solo sguardo sanno donarti un amore immenso e una gratitudine che va oltre le parole. Non si tratta solo di aiutare, ma di sentirsi parte di una missione più grande. Ogni piccolo gesto diventa unico, dimostrando che nessuno è mai veramente solo. Nonostante le difficoltà, fare servizio fianco a fianco con il gruppo, condividendo momenti di gioia, fatica e riflessione, trasforma ogni ostacolo in un’opportunità per crescere. La forza che si trova nel sostegno reciproco è straordinaria, creando dei legami unici>>
E infine, Sofia e Lorenzo della sottosezione di Pescara ci raccontano come per loro la forza dell’inclusione passa anche attraverso esperienze come questa. “Napoli, città che pullula di vita e di tradizioni, è diventata lo scenario perfetto per due indimenticabili giornate dedicate interamente ai giovani della nostra associazione. Questa esperienza pervasa dalla luce e dal calore della profonda amicizia che, come anelli di una catena, ci unisce indissolubilmente, è stata un’occasione per dimostrare ancora una volta che ciascuno di noi è un essere relazionale che può costruirsi e trasformarsi soltanto attraverso i rapporti intessuti con il prossimo.
Da sempre, in ogni nostro incontro siamo stati in grado di abbattere ogni tipo di barriera diventando semplici persone che si incontrano, si conoscono e condividono emozioni. Camminando insieme tra i vicoli vivi di storia e tradizione, ci siamo resi conto che non servono parole per capirci, ma anche un semplice gesto gentile, una risata sincera, una mano tesa verso chi ne ha più bisogno. E, anche nella caoticità di questa città rumorosa, siamo riusciti ad ascoltare la voce di ognuno usate per parlare di se stessi, per condividere i propri sogni, per raccontare le proprie storie, perché, in fondo, è questo il motore dell’Unitalsi: aprire il proprio cuore per accogliere ciò che l’altro vuole donarci. Abbiamo imparato che l’inclusione non è un concetto astratto, ma qualcosa di concreto, fatta di piccoli gesti quotidiani: l’ascolto senza fretta, le passeggiate lente, un sorriso sincero, un abbraccio fraterno. Così, in questa atmosfera quasi magica, la differenza tra “chi aiuta” e “chi è aiutato” è scomparsa permettendoci di essere semplici persone, unite dalla voglia di stare insieme, senza ruoli predefiniti, senza limiti imposti.
Ciascuno di noi si è sentito parte di qualcosa di più grande, di una comunità dove ognuno ha il proprio posto, il proprio valore. Napoli ci ha insegnato che l’inclusione non è solo accogliere l’altro, ma riconoscere che, senza quest’ultimo, siamo incompleti. E questa consapevolezza ce la porteremo dentro, ogni giorno”.
Pubblicato il 1 Aprile 2025