“Mi dispiace signora, sua figlia non parlerà mai e nemmeno si muoverà”. Questo è ciò che la mamma di Alice si è sentita dire alla nascita. Ma Alice non cammina, vola, perché è in continuo movimento sulla sua carrozzina. E si fa capire benissimo! Alice fatica a tenere le calze, perché con i suoi piedi nudi racconta il coraggio di chi non si arrende, sfidando il mondo con le gambe verticali verso il cielo, come se camminasse tra le stelle, come se danzasse sull’aria.
Ogni sua posa è un grido silenzioso di libertà, un invito a guardare oltre i limiti. Le sue dita sfiorano l’infinito e nella nudità di quei piedi c’è la forza di chi non ha bisogno di scarpe per lasciare impronte. Oggi ho attraversato con lei la Porta Santa. È stata Alice a farmi strada, a tracciare il cammino, a dare il ritmo ai miei passi. Oltrepassando quella Porta, mi sono sentito anch’io danzare verso l’alto, al di là del peso delle mie infermità, oltre i limiti delle mie disabilità.
Passando con lei è stato come volare nell’invisibile, ma con la certezza di tenere i piedi ben saldi sull’Eterno. Forse, nel suo mondo capovolto, siamo noi a essere immobili, mentre lei, sospesa, avanza leggera verso l’infinito. Ed è proprio lì che si trova il senso più autentico della vita.
Don Matteo Selmo, vice Assistente Unitalsi Verona
Un pellegrinaggio intenso, che ho vissuto con il bus 11; in particolare la mattinata di sabato, che è stata per così dire un crescendo che abbiamo condiviso insieme e che ora è affidato a ciascuno perché lo possa custodire nel cuore tornando a casa, nelle proprie situazioni di vita. Emozionante il percorso tra Castel Sant’Angelo e San Pietro, che abbiamo fatto tutti dietro un unica croce, tra canti e preghiere. Nel momento, poi, in cui siamo entrati nella basilica, il varcare la Porta Santa è stato qualcosa di significativo per tutti: d altronde, nella simbologia del Giubileo è un passaggio fisico, ma è anche un passaggio nella vita credente. Ciascuno viene in pellegrinaggio a Roma con le proprie motivazioni, situazioni di vita, persone da ricordare; nel passaggio della Porta affida tutto questo al Signore e fa esperienza di una nascita nuova, di rinascita nella fede ad un cammino che ci conduce sempre alla comunione.
Per questo dalla Porta Santa si va verso la Confessione a raccogliere la testimonianza di Pietro, a rinnovare la propria professione di fede e poi a celebrare insieme l’eucaristia, il momento vertice della comunione con Dio e fra di noi.
Don Carlo Dalla Verde, Referente Servizio Liturgia
Verona Fedele
Pubblicato il 30 Gennaio 2025